Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Pinerolo Indialogo

Marzo 2017


Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 L'ambiente siamo noi



Inquinamento, cause ed interventi

di Beppe Gamba

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.3 - Marzo 2017

Con il clima freddo dell’inverno e il ristagno dei gas causato dalle inversioni termiche si ripresenta puntuale l’emergenza inquinamento nelle città.

A metà febbraio Torino aveva già consumato i 35 superamenti della soglia di polveri sottili tollerati dalla legge, Milano e altre città padane erano sulla stessa strada e anche a Pinerolo ci eravamo "giocati" metà dei giorni consentiti (17 superamenti al 22 febbraio). Solo l’arrivo della bella stagione potrà consentirci di rimanere nei limiti di legge, forse di mantenere il trend positivo di riduzione registrato negli ultimi anni.

Dal canto suo la Ue sta avviando una procedura di infrazione contro l’Italia e altri Paesi per la violazione dei limiti degli ossidi di azoto prodotti dalle combustioni, in particolare quelle che avvengono nei motori diesel e nelle caldaie ad alta temperatura. Insomma l’aria delle città è malata.

Chi si ricorda l’atmosfera fumosa e irrespirabile delle città di 30-40 anni fa fatica a credere che l’aria sia fuori legge anche oggi. Non vediamo più il fumo azzurrino dei camini o quello giallastro di zolfo. I sistemi di riscaldamento e i motori delle auto sono molto più efficienti e puliti di allora. Ciò nonostante le concentrazioni di inquinanti rimangono a livelli di emergenza.

Se gli odierni impianti di riscaldamento e le auto sono meno inquinanti, se le industrie più pesanti hanno chiuso o sono emigrate, cos’è che vanifica i progressi fatti? Il dito è puntato contro i motori diesel a gasolio che, grazie a decenni di incentivi e sconti, rappresentano ormai la quota maggioritaria del parco circolante e dei carburanti bruciati. Altri imputano le concentrazioni eccessive di inquinanti all’uso crescente di caldaie a legna, stufe e caminetti.

Cause vere, ma polemiche inutili dato che il problema sta a monte: nelle crescenti dimensioni delle abitazioni e nella loro scarsa qualità costruttiva che impone consumi energetici spesso doppi o tripli di quelli necessari. E per quanto più efficienti siano i nuovi modelli di motore, non di meno le nostre auto sono sempre più grandi e pesanti e deteniamo il triste primato di paese più motorizzato d’Europa.

Targhe alterne, divieti di circolazione, domeniche ecologiche e fiere della ciclo-pedonalità vanno bene per lenire le emergenze, ma il problema è che senza interventi strutturali non si possono chiedere miracoli agli assessori all’ambiente.

Vanno messi in campo interventi integrati sul piano urbanistico, dell’edilizia, dei trasporti e dell’energia per riorganizzare la città e i sistemi di trasporto in modo da privilegiare seriamente la mobilità pedonale e ciclabile e il servizio pubblico. Occorre poi favorire realmente la diffusione dell’auto elettrica - con reti diffuse di ricarica rinnovabile, parcheggi e accessi dedicati - e la riqualificazione estesa e approfondita degli edifici. Non è vero che le città non hanno possibilità di intervenire concretamente, su queste cose si misura la capacità di governarle.