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Pinerolo Indialogo

Marzo 2017

Dialogo tra generazioni

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 Giovani & Lavoro 

Il bisogno di creare qualcosa di proprio 

Tanta voglia di fare impresa



Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.3 Marzo 2017

 

Sempre più ragazzi lasciano un posto di lavoro sicuro da dipendente per mettersi in proprio ed avviare una propria imprenditorialità. È quanto ha fatto Stefano Filippello, un ragazzo 27enne di Torino, che lavorava in Francia con Google e ha mollato tutto per rientrare in Italia e avviare una attività imprenditoriale propria. «A vent’anni non vedi l’ora di andare via dall’Italia. Quando, però, ti avvicini ai trenta cominci a sentire il bisogno di creare qualcosa nel tuo Paese». Con queste parole Stefano Filipello ha spiegato la sua decisione di lasciare un lavoro sicuro in Francia per buttarsi in un’iniziativa imprenditoriale in Italia, nella sua Torino. «Sei mesi fa ho fatto il grande passo, una scelta che potrebbe essere considerata da molti stupida e forse, da qualcuno, coraggiosa. A dicembre 2015 ho infatti lasciato il mio lavoro di marketing project manager per Google a Parigi per lanciare Halos, un progetto in cui credo e a cui ho deciso di dedicare tutte le mie energie».

L’iniziativa imprenditoriale ruota intorno ad una lampada originale e avveniristica senza fili, che vuole diventare una startup di design italiana. Per il momento Halos è un prototipo, ma vuole diventare entro breve un marchio di qualità. A settembre è partita una campagna su Kickstarter per cercare di finanziare la produzione. Obiettivo la raccolta di 290mila euro.

A seguire il progetto oltre a Stefano Filippello, laureato in economia, c’è fin dall’inizio il co-founder di Halos Giulio Niola, ingegnere, supportati da un altro ingegnere, Marco Frappampina, e dal designer industriale Axel Delbrayére. È Alex ad aver disegnato l’anello circolare di alluminio che costituisce la lampada (http://haloslamp.com)

La lampada halox che Filippello e compagni vogliono commercializzare è composta da due parti principali: la prima è un anello luminoso trasportabile, rifinito in alluminio, a cui viene applicata una speciale resina che riproduce l’effetto di migliaia di mini-ventose, che permettono di attaccare la lampada alla maggior parte delle superfici lisce come vetri e specchi.

L’altro elemento è la base in legno studiata per caricare la lampada grazie a un moderno sistema di carica. In questo modo si può spostare la fonte della luce dove è più comodo senza preoccuparsi dei fili di alimentazione.

La parte elettronica del prodotto è stata curata dai due ingegneri, ma i materiali e la manifattura sono opera dell’artigianato piemontese. (Fonte StartupItalia)