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Pinerolo Indialogo

Aprile 2017


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 



Docenti universitari pinerolesi / 33

Massimo Collino, docente di Farmacologia e Tossicologia

«Pinerolo ha una dimensione da permettere una comunità coesa»

«Pinerolo è una città a dimensione di uomo … e di bicicletta!»

a cura di Antonio Denanni
Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.4 Aprile 2017

Ci parla di sé e del suo lavoro in ambito universitario?
Sono Professore di Farmacologia e Tossicologia presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università di Torino. Insegno nell’ambito dei Corsi di Laurea in Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Tecniche Erboristiche ed in alcune Scuole di Specializzazione e Master Universitari di ambito sanitario. La mia attività di ricerca è focalizzata principalmente sullo studio di nuovi farmaci per il diabete e l’obesità (strettamente correlate tra loro, tanto che si è coniato il termine "diabesità" per descrivere questa nuova e drammatica sfida sanitaria) ed i relativi rischi cardiovascolari (in particolare patologie ischemiche d’organo come infarto, ictus etc). L’Organizzazione Mondiale della Sanità e le Agenzie Regolatorie internazionali hanno identificato in questi contesti patologici la moderna "epidemia", la vera emergenza sanitaria di questo nostro nuovo secolo. Basti pensare che da "malattia dei paesi industrializzati" si è trasformata in "malattia globale": le stime indicano ad esempio che in Africa nel 2030 "diabesità" e patologie cardiovascolari provocheranno più decessi delle malattie trasmissibili, tra cui l’Aids. Oggi impegnarsi nella ricerca in questo ambito significa non solo cercare di offrire nuovi strumenti terapeutici più efficaci di quei (pochi) a disposizione ma anche sviluppare nuovi strumenti di diagnosi e soprattutto costruire un sistema di salute giusto ed efficace, che lotti contro le diseguaglianze ed offra stili di vita e di alimentazione sani, alternativi a cibi e bevande (spesso poco costose) che favoriscono la comparsa di queste patologie. È all’interno di questa sfida globale ed interdisciplinare che si pone l’attività del mio gruppo di ricerca.

I farmaci significano salute, ma anche pericoli. Quanto è importante lo studio dei farmaci?
Lo studio dei farmaci è una materia sicuramente molto affascinante e complessa, che richiede una ampia integrazione di competenze chimiche, tecnologiche, biologiche, fisio-patologiche. Come tutti sappiamo i farmaci hanno una valenza sociale importantissima. La longevità media della popolazione è aumentata drasticamente negli ultimi 50 anni e questo fenomeno è stato associato ad un drammatico calo del tasso di mortalità per quasi tutti i contesti patologici. Si è calcolato che la disponibilità di farmaci sempre più innovativi ed efficaci abbia contributo ad oltre il 40% dell’aumento di aspettativa di vita. Ma allo stesso tempo i farmaci, se non gestiti correttamente, possono essere molto pericolosi per chi li assume. Le reazioni avverse ai farmaci sono tra le principali cause di morte e di ospedalizzazione! La sfida più importante è quindi quella di formare dei professionisti di ambito sanitario in grado di valorizzare al meglio l’uso dei farmaci, evitando fenomeni di abuso o di uso improprio.

Altro suo interesse scientifico riguarda i meccanismi farmacologici e la sicurezza d’uso delle piante nelle medicine tradizionali o naturali. Ci può dire qualcosa in merito?
Anche per i prodotti di origine naturale, siano essi integratori o alimenti, è necessario un uso consapevole, basato su chiare evidenze scientifiche. Non è vero che tutto ciò che è naturale è innocuo e bisogna diffidare di chi propone soluzioni "magiche" con prodotti commerciali che vantano una efficacia formidabile e privi di effetti collaterali. La difficoltà è che molte delle informazioni sulle proprietà sia curative, sia tossicologiche delle piante sono aneddotiche e legate a un uso tradizionale; è per questo motivo che le notizie diffuse da riviste, libri o siti internet possono essere discordanti e non corrispondere ai reali effetti clinici conseguenti al loro consumo nell’uomo. Inoltre sempre più numerose sono le allerte notificate a seguito di intossicazioni alimentari. Spesso, all’origine di tali episodi, sono tossine naturali presenti nei prodotti vegetali o che si formano, nel caso di prodotti composti e di conserve di origine vegetale o animale, a causa di processi di produzione e conservazione non corretti. Diventa quindi importante diffondere una corretta cultura dei prodotti di origine naturale, che dovrebbero sempre essere consigliati e/o dispensati da personale competente in materia.

Veniamo a Pinerolo e dintorni. Abbiamo appurato che nel Pinerolese ci sono una cinquantina di docenti universitari, una ricchezza culturale non da poco per un territorio di 100mila abitanti. È un caso o c’è qualche elemento che a suo parere è all’origine di questa realtà?
Vista la mia deformazione professionale da ricercatore, preferisco non addentrarmi in speculazioni per le quali ad oggi risulterebbe molto difficile dimostrare un vero nesso causale. Tuttavia è innegabile che questo fenomeno possa rappresentare una ricchezza importante per il nostro territorio.

Il rapporto del mondo politico pinerolese con quello universitario, ci ha già detto qualche docente, è nullo. A che cosa può essere dovuta questa indifferenza? Che contributo potrebbero dare questi docenti?
Io non sarei così drastico nel giudizio di scarse relazioni tra politica ed accademia. Penso che in questa fase storica sia più proficuo partire dalla valorizzazione delle relazioni inter-individuali piuttosto che relazioni inter-comunitarie. Conosco colleghi del pinerolese ampiamente coinvolti in iniziative di ambito politico, culturale e sociale, persone che quindi già ora stanno fornendo un importante contributo a partire dalle proprie competenze professionali. L’indifferenza è conseguenza naturale della situazione attuale in cui da una parte abbiamo una rappresentanza politica sempre più frammentata e mutevole e dall’altra una mancanza di identità di comunità accademica pinerolese cui potersi riferire. Due realtà così "virtuali" faticano sicuramente ad incontrarsi.

Di questa nostra città che cosa le piace e che cosa la indigna?
Pinerolo ha una dimensione tale da permettere la costruzione di una comunità coesa e partecipante, nella quale poter vivere una dimensione di cittadinanza attiva, di scambio e rete tra famiglie. La convivenza tra culture religiose diverse (in primo luogo tra quella valdese e quella cattolica, ma oggigiorno anche ortodossa e islamica) è un ulteriore elemento che stimola lo sviluppo di una comunità con una identità aperta. La sua vicinanza a Torino permette a molti di noi di godere di questi vantaggi senza dover rinunciare alle occasioni professionali e culturali che Torino sicuramente offre.
Pinerolo è una città a dimensione di uomo … e di bicicletta! I progetti di mobilità in città dovrebbero valorizzare questo mezzo di trasporto che oggi, anche in città metropolitane come Torino e Milano, ha preso il sopravvento. Pertanto non mi voglio "indignare" ma sono sicuramente dispiaciuto che non si sia ancora riusciti a concretizzare un efficiente sistema di piste ciclabili in Pinerolo e nel pinerolese. Analogamente, mi rammarico della mancanza di iniziative specifiche orientate all’abbattimento delle barriere architettoniche, per poter favorire la mobilità anche di anziani e persone con disabilità.

Una proposta per questa città in declino?
Nel nostro territorio abbiamo importanti realtà artistiche riconosciute a livello nazionale (penso in particolare a realtà musicali e teatrali). Perché non provare a far incontrare queste realtà con le eccellenze industriali ed artigianali locali per provare a raccontare la nostra città e le sue realtà produttive? Se affrontato seriamente (e non solo seguendo le mode) lo "storytelling" della nostra città ci permetterebbe non solo di raccontare ciò che noi viviamo ma, raccontando, ci permetterebbe di far emergere bellezze e criticità del nostro territorio e, perche’ no?, arrivare ad inventarsi percorsi nuovi, creativi, in grado di rispondere alle reali esigenze e difficoltà del territorio che spesso noi stessi non conosciamo (pur essendo molto bravi a lamentarci).

Pinerolo ha cambiato da poco amministrazione, con un cambio anche generazionale oltre che politico. Ci dà un giudizio?
Ogni volta che si parla di ricambio generazionale il giudizio non può che essere positivo. Frequento quotidianamente i giovani e conosco molto bene le loro potenzialità e la loro energia biologica e psichica e quindi sono felice di questa nuova opportunità che si è aperta per il governo della città. La vita universitaria mi insegna pero’ che la conoscenza e la vita di comunità cresce e si arricchisce attraverso il confronto tra generazioni e idee diverse, oggi punto debole in una società che vede sempre maggiori disparità economico-sociali tra generazioni e difficilmente accetta la diversità o comunque preferisce "rottamare", rischiando di rottamare anche ciò che di positivo nel tempo si è costruito. Le politiche vanno sviluppate a partire da visioni capaci di ricomporre conflitti e disparità.

Secondo un parere quasi unanime una ricchezza della città è il suo sistema scolastico fino alle superiori. Che opinioni ha in proposito? I suoi studenti provenienti dal territorio che preparazione hanno?
Confermo questo parere sia da docente universitario sia, soprattutto, da genitore che apprezza la qualità del servizio scolastico e la professionalità degli insegnanti che, tra mille difficoltà, operano nel nostro territorio.