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Pinerolo Indialogo

Maggio 2017


Dialogo tra generazioni

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 In Europa 



Festeggiamenti anche a Pinerolo

La generazione Erasmus ha 30 anni

 

di Anna Filippucci

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.5 - Maggio 2017

Nel 2014 erano già un milione i "figli dell’Erasmus", ovvero i bambini nati da coppie di studenti createsi in un periodo di mobilità: 25 anni erano bastati per dare forma ad una riserva futura di cittadini europei nel vero senso del termine, frutto dell’unione di culture anche estremamente diverse e portatori di una coscienza nuova delle importanti opportunità che l’UE offre.

Quest’anno, nel 2017, si festeggiano i 30 di Erasmus. Istituito nel 1987, questo tipo di scambio di studenti tra le università dei diversi paesi europei ha prodotto generazioni più dinamiche, propositive ed intraprendenti, favorendo così la creazione di un sentimento reale di appartenenza all’UE.

Per celebrare la ricorrenza, il 4 e 5 maggio, durante l’ottava edizione della Settimana Europea della Gioventù, l’Agenzia Nazionale per i Giovani ha realizzato a Roma un evento mirato a coinvolgere 200 giovani under 30, italiani. L’obiettivo dell’iniziativa era fornire un’occasione di confronto tra giovani coetanei ed incentivare la diffusione di una cultura europea; il primo dei due giorni era dedicato alle testimonianze di ragazzi che hanno partecipato a mobilità e progetti di cittadinanza attiva, in particolare nell’ambito dell’educazione non formale, ma anche alla spiegazione e all’approfondimento delle opportunità offerte dal programma Erasmus+, Gioventù e dallo SVE (Servizio di Volontariato Europeo). La seconda giornata era invece dedicata ai festeggiamenti dei 30 anni di Erasmus con talk show e ospiti provenienti dagli ambiti più disparati; dalle istituzioni, al mondo dello spettacolo, della musica e dello sport: tanti personaggi che hanno contribuito al "cambiamento", agendo in promozione di una cittadinanza europea.

Sempre per celebrare questa ricorrenza, proprio il 5 maggio, nella conferenza stampa tenutasi a Roma con l’intervento di Maria Elena Boschi, Antonio De Caro e Giacomo D’Arrigo, è stata lanciata un’iniziativa ai comuni italiani; coloro che decidevano di aderire si impegnavano ad organizzare eventi sul tema, manifestazioni e ad illuminare uno degli edifici simbolo delle loro città con il simbolo dell’Erasmus. Purtroppo, solo 90 comuni italiani (su 8000!) hanno deciso di partecipare, ma Pinerolo è tra questi. Ed anche uno dei pochissimi del Piemonte.

Due giovani studentesse universitarie pinerolesi che sono partite per Roma ed hanno partecipato all’evento, hanno commentato l’esperienza rispondendo ad alcune domande. Carola racconta l’atmosfera dicendo che "si respirava un’aria di diversità, ma allo stesso tempo di uguaglianza. Eravamo tutti italiani, ma tutti diversi. Napoletani, Baresi, Torinesi, Romani…a chiacchierare, raccontandoci di tradizionali feste di paese e viaggi…"; e Ester ribadisce "c’era la voglia di approfondire le culture dell’altro tramite racconti, modi di brindare e scambi di numeri di telefono per rimanere in contatto e scambiarsi idee." Entrambe hanno trovato interessante l’iniziativa, soprattutto perché ha dato loro in generale nuovi spunti su cui riflettere e su cosa significhi l’incontro con il diverso. In effetti, alla fine, l’Erasmus è proprio questo: come dice Carola "tornare a casa avendo imparato e scoperto qualcosa in più rispetto a quando si è partiti, che sia questa una nuova ricetta, un’amicizia, un diverso modo di salutare o un posto mai visto".