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Pinerolo Indialogo

Maggio 2017


Dialogo tra generazioni

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Giovani & Ambiente 



In India 6 persone su 10 senza servizi in casa

di Francesca Beltramo

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.5 - Maggio 2017

Del miliardo e più di trecentomila abitanti dell’India circa il 60% non ha i servizi igienici in casa e ciò comporta il massiccio degrado nelle città e il proliferare delle malattie. "L’India non è per niente il paradiso che si racconta - lo sa bene Gabriele, osaschese e neodottore in matematica appena tornato dall’India - la gente defeca per strada e talvolta negli stessi fiumi da cui beve, il fatto è che non c’è una vera e propria cultura dell’igiene". A confermare tale affermazione v’è uno studio del 2014, il cosiddetto "Coffey Study" che vede come causa del problema igienico-sanitario in India ragioni essenzialmente culturali. Per l’esattezza religiose. Nell’Induismo domina una visione individualistica dello spazio e vengono date indicazioni precise in materia di purezza e inquinamento, cosicché mentre sporcare la propria casa, ad esempio utilizzandovi il gabinetto, è considerato un atto impuro, sporcare lo spazio esterno, defecare per strada e abbandonarvi i rifiuti, non è considerato un atto grave e per la verità nemmeno un atto: manca del tutto il concetto di spazio pubblico. Ebbene sempre nel 2014 il presidente Narendra Modi ha avviato la campagna "Swachh Bharat", letteralmente "India Pulita", ponendosi l’obiettivo di portare un gabinetto in ogni casa entro il 2019, anche se nel 2015 un’indagine del quotidiano americano Hindustan Times ha messo in luce come in un anno non fossero stati fatti grossi progressi. Considerazione a cui si somma oggi la testimonianza di Gabriele, che più ancora che per l’igiene è rimasto sconvolto per la rigidità del sistema delle caste, legalmente abolito con la Costituzione del ‘47, ma ancora molto radicato, garante di un immobilismo sociale spaventoso e dalle conseguenze drammatiche, cosicché qualora si veda qualcuno spazzare per terra in India v’è un alta probabilità che si tratti di un intoccabile, ossia di un appartenente alla casta più infima, quella di coloro a cui, secondo l’induismo, è negata la possibilità di reincarnarsi in una casta più elevata (ciò che per noi corrisponde a una sorta di salvezza) e proprio per le azioni turpi compiute nelle vite precedenti vengono puniti nella vita presente: a loro è affidata la pulizia del suolo pubblico, che di conseguenza diventa un disonore per tutti quelli d’una casta più elevata. Da qui forse la scarsa partecipazione alla campagna "India Pulita". Al dicembre del 2016 risale però un importante provvedimento, quello di sanzionare con una multa di 50 000 rupie le compagnie aeree che facciano svuotare i serbatoi delle toilette in volo, decisione presa forse in seguito alla tragedia del novembre stesso, quando i livelli di smog a Nuova Delhi, capitale del paese, classificata dall’OMS come la città più inquinata del mondo, con un tasso di particolati PM2,5 che supera di 90 volte i livelli considerati sicuri, hanno causato la chiusura delle scuole e dei cantieri. Fatto sta che l’inquinamento dell’aria e dell’acqua sono problemi a cui l’India deve ancora trovare una soluzione. Non resta che sperare nel progresso.