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Pinerolo Indialogo

Maggio 2017


Dialogo tra generazioni


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 Serate di Laurea 
 

 

Serata di laurea con Lorenzo Margaglia e Giandonato Apicella

Deserti giudiziari. Piano di recupero delle "Ex Caserme Bricherasio"

  serate a cura di Francesca Olocco

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.5 - Maggio 2017

 

 Lo scorso appuntamento con Serate di Laurea si è svolto venerdì 21 aprile nelle sale di Onda d’Urto e ha visto relatori Lorenzo Margaglia, laureato in Architettura per il progetto sostenibile, e Giandonato Apicella, laureato in Architettura Costruzione Città. Una piccola novità ha però caratterizzato questa edizione: i due ragazzi hanno infatti presentato una tesi condivisa dal tema fortemente interessante e centrale per la nostra città. Hanno infatti parlato dell’ex Tribunale di Pinerolo, svolgendo un’analisi accurata degli spazi ormai lasciati vuoti e portando avanti nuove proposte di riqualificazione e utilizzo. Anche grazie alla presenza e allo scambio di opinioni con alcuni Assessori e il Sindaco, numerosi sono stati gli spunti su cui riflettere e discutere.

Le parole dei due relatori: «I deserti giudiziari sono qui intesi come "vuoti urbani", il deserto che meglio esprime il concetto di vuoto di emarginazione. I "vuoti urbani" si inseriscono tra i quartieri, senza una logica formale, in un crescendo cui non si sa porre rimedio. Partire dalla classificazione dei beni dismessi è un opportuno inizio di riflessione al fine della valorizzazione degli stessi. Il tema dei "vuoti urbani" ci induce ad alcune importanti ragionamenti sulla conformazione della città. In primo luogo, nell’elaborato di tesi si pone l’accento sul destino del centro storico più nello specifico in riferimento al comune di Pinerolo (TO), tema che torna insistentemente nel pensiero contemporaneo. Più nello specifico, si osserva come diretta conseguenza una perdita di un punto di riferimento, legato ad uno "svuotamento" del centro che sembra essere un fenomeno in atto da lungo tempo. Infatti, la scomparsa o l’indebolimento del centro storico ha provocato una disgregazione di ciò che prima formava una solida realtà.

In secondo luogo, si deduce come al mutare del regime della città ci sia una corrispondente riconfigurazione del valore d’uso degli edifici adibiti all’amministrazione giudiziaria, ovvero della loro accessibilità e praticabilità. In altre parole, anche la giustizia è parte integrante della città e pertanto parlare di progresso dell’architettura giudiziaria implica parlare di evoluzione dell’ambiente urbano e dell’inserimento del tribunale in questo spazio. Anzi, il tribunale ne costituisce uno dei luoghi più rappresentativi. In particolar modo, ci siamo soffermati sull’impatto che l’architettura giudiziaria, in seguito ad una nuova gestione pubblica, sta assumendo sulla morfologia della città contemporanea e sui tribunali stessi».