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Pinerolo Indialogo

Giugno 2017


Dialogo tra generazioni

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 L'ambiente siamo noi



Le aree pubbliche sono "nostre"?

di Beppe Gamba

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.6 - Giugno 2017

Di chi sono le aree e i parcheggi pubblici di Pinerolo? Posta così sembra una domanda sciocca ma lo diventa molto meno se, come fanno il Cai, la Legambiente e i giovani richiedenti asilo ospitati dalla Coop. Crescere Insieme, vi occupate di pulire periodicamente quelle aree.

In genere i viali e i giardini della città non sono mai molto sporchi (Roma è lontana!) ma richiedono pur sempre generosi interventi per rimuovere cartacce e bottiglie che i maleducati lasciano a terra, magari di fianco a cestini e cassonetti.

Invece i parcheggi e le aiuole vicine ai supermercati e alle scuole (non c’è bisogno di far nomi, basta dare un’occhiata a quelli di quartiere) presentano spessi strati di cartacce, lattine, bottiglie, depliant, sacchetti e chi più ne ha più ne metta. Abbastanza normale pensando che si tratta di luoghi intensamente frequentati da un pubblico non sempre "civile". Meno normali le risposte che otterrete chiedendo come mai non vengono pulite: tocca al Comune o all’Acea vi diranno nel supermercato, tocca ai gestori dei negozi vi diranno all’Acea.

Di fronte al Carrefour di Via Saluzzo la situazione si fa kafkiana: gli abitanti dei palazzi vicini sono infuriati perché le aiuole alberate al centro del parcheggio sono delle vere discariche (dicono per colpa soprattutto degli studenti del vicino Murialdo che le utilizzano come area di picnic) ma né il supermercato né il comune ne riconoscono la proprietà. Pare si tratti di pertinenze dei condomìni anche se son dotate di panchine (cadenti), trespoli per la sosta delle biciclette e resti vandalizzati di cestini. Ovvero sono (state) attrezzate in vista di un uso pubblico.

In tutto il mondo milioni di cittadini si attivano ogni anno in Settembre per la Giornata "Puliamo il mondo", portata in Italia da Legambiente, ripulendo giardini, spiagge e piazze imbruttite dalla maleducazione e trascurate dai servizi pubblici.

Da un po’ di tempo centinaia di cittadini a Roma come a Milano, a Palermo come a Pinerolo, si organizzano per prendersi cura oltre quella data canonica di un’area pubblica, di un giardino o di un parco che richiedono più cura e attenzione. Molte associazioni e comitati organizzano questo volontariato generoso, utile a educare cittadini e amministratori. Si sfiora il ridicolo quando questa azione viene promossa da partiti politici che, a Roma come a Pinerolo, hanno avuto o hanno responsabilità di governo e dovrebbero garantire tutti i giorni efficienti servizi con le tasse pagate dai cittadini. In ogni caso sono operazioni utili, che coniugano il senso civico e la pubblica utilità.

Resta la necessità che le amministrazioni pubbliche, le imprese commerciali e gli amministratori di condominio, ognuno per la sua parte, imparino a gestire meglio questi semplici problemi di igiene urbana, senza aspettare che giovani immigrati, temporaneamente ospiti della città, si convincano che dobbiamo essere "aiutati a casa nostra"!