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Pinerolo Indialogo

Giugno 2017


Dialogo tra generazioni

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 Politica Giovane Young



Intervista all'opposizione /1: Luca Barbero PD

"Credo non sia ancora il tempo di esprimere un giudizio inappellabile"

«Fare opposizione con un’amministrazione completamente diversa da quella a cui eravamo abituati è molto difficile. Con il movimento 5stelle la regola è: con me o contro di me»

 

di Antonio Denanni  

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N. 6 - Giugno 2017

 

Nei mesi scorsi abbiamo intervistato il sindaco e gli assessori dell’amministrazione Salvai che hanno illustrato le cose che stanno facendo per la città (Bachstadt, l’ultimo assessore arrivato lo sentiremo dopo le vacanze estive). Ora è il momento di sentire l’opposizione in Consiglio Comunale.

Dopo un anno di governo della città che bilancio si può fare?
Credo non sia ancora tempo per esprimere un giudizio inappellabile. Chi si è proposto come alternativa a chi ha amministrato Pinerolo negli ultimi 20 anni, vincendo una competizione elettorale difficile, è partito da un’esperienza amministrativa molto bassa, tolto il sindaco che aveva un’esperienza in Consiglio comunale di 3 anni e mezzo, gli altri sono alla prima esperienza, e questo è un dato che comunque incide. Credo quindi che non sia né giusto né corretto dare oggi un giudizio definitivo. Sui modi non vedo elementi di novità, anzi molte continuità; sui contenuti invece vedo più criticità, ad esempio nel non sufficiente impegno di cercare di far assumere a Pinerolo un ruolo di guida del territorio. Comunque come dicevo non vedo degli strafalcioni tali da dare un giudizio negativo.

Qualcuno vede nel PD un po’ di autoreferenzialità. Vi si rimprovera un atteggiamento quasi da maestrine che vogliono insegnare agli scolaretti (i 5stelle) come comportarsi...
Fare opposizione con un’amministrazione completamente diversa da quella a cui eravamo abituati è molto difficile. Con un movimento che vuole chiudere nei confronti di chi amministrava prima e non ha la volontà e la disponibilità ad acquisire proposte e trasformarle in azione eventualmente correggendole c’è poco spazio per fare azione politica. La necessità di affermare il principio di discontinuità rende difficile fare opposizione sui contenuti, per cui rimane il bacchettare gli errori, le ingenuità... Oggi rispetto al passato le dinamiche politiche sono molto diverse; con il movimento 5stelle la regola è: con me o contro di me.

Qual è il punto di frizione più grosso tra maggioranza e opposizione?
Più in generale direi l’idea di democrazia. C’è un modello diretto che non mi appartiene e non condivido.

Sul nuovo Regolamento Comunale di partecipazione dei cittadini lei ha espresso più di una perplessità o contrarietà. Ce le riassume?
È vero, sul Regolamento ho forti perplessità. Mi trovo in sintonia con la docente universitaria Ciaffi che su invito di Lapsus è venuta a parlare a Pinerolo in palazzo comunale all’amministrazione e ai cittadini sul tema della partecipazione: un conto è la democrazia diretta e un altro conto la democrazia partecipativa. La democrazia diretta nell’ordinamento
italiano non esiste come forma giuridica. Ho affermato più di una volta che l’istituto referendario esiste solo per abrogare le leggi e trovo una forzatura inserire in un regolamento il referendum propositivo, che non ha fondamento giuridico. Inoltre la partecipazione non può essere legata solo all’approvazione di un regolamento, va costruita giornalmente nella partecipazione e nella critica dell’istituzione. Io vedo in questa amministrazione solo la volontà di produrre un regolamento. Un altro elemento centrale del regolamento che critico sono le consulte, che come strumento di partecipazione considero obsolete e come vengono proposte a Pinerolo non sono uno strumento per costruire rapporti con la città, ma un organismo funzionale alla giunta e al sindaco, che chiedono a queste consulenze e atti che con la partecipazione non c’entrano assolutamente nulla.

Sulla qualità urbana ha qualcosa da rimproverare all’amministrazione?
Direi che la situazione è stazionaria. La situazione delle buche o dell’erba alta di oggi non è molto diversa da quella degli anni precedenti. Anche perchè le cifre messe a bilancio sono sostanzialmente le stesse.

C’è almeno una cosa buona che ha fatto questa amministrazione?
L’inziativa della Notte delle Muse è stata certamente una buona cosa, ben riuscita, che ha avuto anche un buon riscontro di pubblico. Credo che iniziative come questa servano ad agganciare nell’immaginario oltre che nella realtà Pinerolo a un contesto più ampio. Pinerolo è una città con delle potenzialità molto forti e credo che esperienze di questo tipo possano valorizzarla molto, soprattutto se sono strutturate e sostenute economicamente.

Ci sono dei punti condivisi sui quali maggioranza e minoranza possono lavorare insieme?
Io credo che ce ne siano tanti, però bisogna avere la volontà e la capacità di capire entrambi che le esperienze e le conoscenze di alcuni messe insieme alla volontà degli altri possono trovare convergenze.

Fa qualche esempio?
Tutto il tema della mobilità sostenibile: negli ultimi anni del mandato di Buttiero era stato fatto un grosso lavoro che aveva portato al bando Alcotra poi vinto; anche rispetto alla valorizzazione del patrimonio pubblico credo che ci siano spazi per provare a lavorare insieme.

Quale al momento a suo parere la cosa più urgente che l’amministrazione Salvai dovrebbe affrontare?
Penso alla Caprilli, la cui acquisizione peraltro è nata su una nostra sollecitazione e spinta; è una struttura che ha un valore patrimoniale, storico e simbolico. L’accontentarsi però che rimanga un luogo dove un’elite possa andare a cavallo per me è un errore. È un pezzo della nostra storia che va valorizzato in forme più partecipate da tutti i cittadini.

Veniamo al PD. Qual è la sfida programmatica del PD proiettata sul futuro della città?
Quando perdi le elezioni ci metti sempre un po’ a stabilizzarti. Inoltre tra partiti e società civile c’è uno stacco e uno scollamento molto forte. Per quel che mi riguarda è una sfida che oggi non è praticabile. È iniziato un mandato amministrativo complicato, io stesso sto lavorando con l’entusiasmo di un candidato che ha perso. Siamo in una fase di difficoltà che non è legata solo alla realtà locale, lo scollamento tra partiti e società è fortissimo.

Nel campo dell’innovazione manifatturiera e dell’evoluzione economica storica del territorio che cosa deve fare questa amministrazione?
Il discorso è difficile, anche per via della situazione economica generale. Pinerolo storicamente è sempre stato territorio di confine, con la tendenza quindi un po’ a guardarsi il proprio ombelico. L’aprirsi a un territorio più vasto come il torinese è certamente utile, anche se le premesse di questo tipo insite nella nascita della città metropolitana sono di fatto in una situazione disastrosa. Il costruire reti e rapporti credo sia un dato determinante.