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Sett-Ottobre 2017


Dialogo tra generazioni
 
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 Il Passalibro 

Elias Canetti
Il libro contro la morte


di Cristiano Roasio

 


Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.9/10 - Settembre-Ottobre 2017

Non è un libro di magia o una qualche guida per raggiungere la vita eterna. O forse sì. E neanche si tratta di un manuale religioso. Oppure lo è? Il libro contro la morte di Elias Canetti è probabilmente una di quelle rare trovate commerciali post-mortem (appunto...) che ogni tanto le case editrici, rovistando nei cassetti di un qualche autore deceduto (appunto...), portano alle stampe con risultati altalenanti, che per la capacità e la grandezza del progetto di Canetti finisce per essere una sorta di testamento filosofico e narrativo. Canetti era ossessionato dalla morte e, a pensarci bene, aveva ragione: che cosa brutta è morire, quante cose ancora da fare, quanti libri da leggere! Nonostante ciò, nel corso della Storia l’umanità, vuoi con le religioni, vuoi con certi atteggiamenti esistenziali, è stata guidata dalla Morte, basti pensare all’Aldilà come giustificazione, alla violenza fisica ed ai massacri che ogni giorno ci portano la morte nel piatto.

E allora Canetti, mi piace immaginarmelo come un simpatico vecchietto che ai funerali soffre tantissimo e poi arrivato a casa tira un sospiro di sollievo, si allenta la cravatta ed inizia a scrivere come un dannato perché il tempo incombe, decide di odiare la morte e dichiararle guerra: una guerra serrata fatta di aforismi caustici e grotteschi (indovinate chi ha già scelto il suo epitaffio? "Non respirava più e continuava a leggere"), di aneddoti, di citazioni e piccoli racconti, metodicamente divisi per anni, da prima della Seconda Guerra Mondiale fino alla morte (appunto...) che vanno a comporre una sorta di autobiografia (l’opera intera di Canetti è autobiografica) di quello che doveva essere il massimo progetto dell’autore, qualcosa da contrapporre ai testi filosofici e ai libri sacri, un inno alla vita, una vita dolorosa e faticosa da riempire il più possibile per posticipare l’Inevitabile.

Il libro in fieri si colloca anche nella grande trattazione di Massa e Potere, il massiccio studio dei rapporti tra la massa, l’umanità contrapposta alla morte e il potere, la morte contrapposta alla massa, e ne è quindi un suo ideale completamento, ma paradossalmente ne è anche bozza e punto di partenza. Questo Adelphi inedito è quindi essenziale per gli esperti e fondamentale per chiunque. Infatti, si può anche non nascere, ma bisogna morire per forza, pertanto è dovere di tutti odiare la morte in tutte le sue forme. Per gli animali la faccenda è un attimo più complessa e lo stesso Canetti la affronta in maniera marginale, anche se sembra propendere per il vegetarianismo. Io non posso fare altro che sospendere il giudizio, tornare a mangiare la mia cotoletta sapendo di perpetrare la morte.

Aldilà di ogni considerazione morale, lo stile di alcuni scritti è davvero ammirevole sempre sospeso tra la commozione e la burla, il motteggio grottesco e culturalmente gradasso. Da non trascurare sono anche gli apologhi di carattere storico ed etnografico. E allora basta con la sensazione esistenzialista che vivere abbia poco senso per colpa della morte o che la morte sia solo un passaggio, tanto è la Fine Inevitabile ed è inutile illudersi, è ora di combatterla, le battaglie perse in partenza sono sempre le più belle!