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Pinerolo Indialogo

Febbraio 2018


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 Editoriale 

A Pinerolo chi ci pensa al lavoro? 

di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 9 - N.1-2, Gennaio-Febbraio 2018

 
Non ho partecipato alla serata di presentazione da parte del Sindaco della relazione di fine anno, ma ho seguito ugualmente l’evento con la rassegna stampa precisa e puntuale inviata dall’Ufficio Stampa. Leggendo l’elenco ordinato delle cose varie fatte dai vari assessorati la cosa che mi ha colpito più di tutti è la mancanza della parola LAVORO. Nessun accenno, neanche un tentativo di menzione, si vede che questa amministrazione non considera il lavoro importante, né più né meno come l’ultima amministrazione Buttiero che aveva pur tentato di avviare un tavolo di riflessione, ma poi si era arenato sul cavallo. Questa mancanza è indice dei limiti della classe politica pinerolese, che è chiusa nel locale e incapace di aprirsi ad orizzonti più ampi e a comprendere le esigenze profonde del territorio, come quella appunto  del lavoro, senza il quale non vi è reddito e neppure commercio. E’ impensabile pensare di rilanciare la città con gli eventi, anche se questa amministrazione è molto brava ad organizzarli. Solo con il lavoro vi può essere una rinascita.
   
Mi è stato raccontato da testimoni come Agnelli abbia portato la SKF nel Pinerolese: ha telefonato al suo amico e magnate svedese Wallenberg e gli ha chiesto: "Perché non porti una delle tue fabbriche in Italia? Io ho nella bassa pinerolese un appezzamento di terreno, te lo offro e tu ci costruisci uno dei tuoi stabilimenti". E così è arrivata l’SKF. Perché non fare altrettanto nei confronti di imprenditori interessati al nostro territorio, raggiunti magari tramite la Confidustria piemontese, appoggiandosi anche a qualche imprenditore locale o semplicemente intessendo relazioni. Pure il collegamento con il mondo universitario  nel tentativo di portare qualche laboratorio di ricerca è valido (il numero di docenti presenti nel pinerolese che potrebbero fare da tramite è ampio). Non bisogna poi dimenticare le nuove forme di lavoro legate alla creatività giovanile. Naturalmente l’amministrazione deve avere qualcosa di allettante da offrire: penso alla fornitura di gas agevolato dell’Acea, a uno sconto su Tari e Tasi, ecc.
    In fin dei conti rispetto all’accordo di Agnelli-Wallenberg il metodo non cambia: si tratta di offrire degli incentivi e dall'altra di costruire relazioni.

                                                                        
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