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Ottobre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Buone News 

Nonostante la crisi...

L'alimentare aumenta l'export del 18%

di Gabriella Bruzzone

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.10 - Ottobre 2012

 
È un cliché, si sa, ma a quanto pare non siamo più gli unici a pensarlo o quanto meno a vantarcene. Di cosa sto parlando? Delle eccellenze italiane, naturalmente. Dopo le scarpe, la moda e le automobili, il mondo sta impazzendo anche per l’enogastronomia italiana.

Il punto cardine è la dieta mediterranea, invidiata e imitata in tutto il mondo, per i suoi alimenti genuini e naturali. L’olio di oliva, ad esempio, pur essendo consumato in grandi quantità, è un grasso sano, così come i carboidrati del pane e dei cereali. Si consumano poi frutta, verdura, erbe aromatiche, pesce e vino. Per anni è stata dimenticata, quasi snobbata, ma due anni fa è stata eletta a «Patrimonio immateriale culturale dell’umanità».

In tutto il mondo i prodotti italiani sono ricercatissimi, in particolare da quando si è diffusa la cultura del buon cibo, a scapito di quell’orrendo cibo spazzatura (così viene considerato) consumato ad esempio in America. Aumenta la richiesta, aumentano le esportazioni.

I produttori italiani in questi ultimi cinque anni hanno ricevuto talmente tante richieste che il fatturato è aumentato del 18%. Una cifra folle! Soprattutto se paragonato all’esportazione di automobili, calata drasticamente del 16%. Insomma, scende uno, compensa l’altro.

Sta di fatto che, nonostante la crisi imperante, comperare le cipolle di Tropea o la toma d’alpeggio piemontese è diventato un must e non importa il prezzo ma solo la qualità. Senza contare che i prodotti che hanno ottenuto il riconoscimento DOP, IGP e STG sono aumentati a 239 solo nell’ultimo anno, facendo di conseguenza crescere il prestigio italiano in Europa e oltre.

C’è anche una parte di – per così dire – export interno: gli italiani sono ospitali, soprattutto al Sud dove vive e lavora un’ingente fetta dei produttori agroalimentari, e difficilmente fanno partire i turisti a mani vuote.

I prodotti che vanno alla grande sono frutta e verdura, cereali, formaggi, olii extravergini di oliva e vino e, oltre al numero di vendite, è aumentato anche il numero di produttori stessi.

Non si può negare che a tal proposito la Coldiretti gongoli di felicità e non manchi di sottolineare la grande abilità degli italiani nel riuscire a risollevarsi sempre, in ogni situazione, dando prova di essere ancora «l’Italia della grande creatività». E del buon cibo!