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Pinerolo Indialogo

Ottobre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Arte&Spettacolo 

Andare al cinema

Candidato a sorpresa

Regia: Jay Roach Attori Principali: Will Ferrel, Zack Galifianakis


di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.10 - Ottobre 2012

Dopo l’ennesima gaffe di Cam Brady, unico candidato repubblicano al Congresso americano per lo Stato della Carolina del Nord, i fratelli Motch, industriali senza scrupoli, decidono di portare un loro uomo alle imminenti elezioni.

L’intento dei due è quello di portare a Washington un fantoccio tramite cui ottenere i permessi e le leggi necessarie per trasferire la manodopera a basso costo per le loro industrie dalla Cina in America.

La soluzione ai loro guai arriva grazie a Marty Huggins, ingenuo, innocente e beota agente turistico di una piccola cittadina, da anni alla ricerca di approvazione da parte del padre.

Marty si lascia così convincere a partecipare alle imminenti elezioni, e pur non conoscendo il mondo della politica guadagna terreno rispetto a Cam Brady il quale, non accettando in nessun caso la sconfitta, ingaggia con il suo nuovo avversario una battaglia elettorale a suon di insulti e colpi bassi.

Comprendendo le ragioni che hanno portato i media a prestare particolare attenzione a "Candidato a sorpresa", ovvero le imminenti elezioni americane, non comprendiamo le motivazioni degli addetti ai lavori del mondo del cinema ad imitarli.

Far uscire una commedia a sfondo elettorale sfruttando il periodo politico è una mossa azzeccata almeno quanto banale se si pensa all’industria Hollywoodiana, ma sperare che una pellicola così scadente e banale possa passare come tagliente critica al mondo politico americano è malafede bella e buona.

Prevedibile sin dalle prime inquadrature "Candidato A Sorpresa" si dimostra poco brillante sotto il profilo tecnico e narrativo, ridicolizzando la maggior parte degli stereotipi legati al mondo politico.

Non potendo sapere quali intenzioni siano alla base del film non ci sentiamo di escludere la mera operazione commerciale, soprattutto in virtù delle scelte degli attori, Galifianakis ad esempio non si scosta dal ruolo di giovane ingenuo, pasticcione ed eccentrico che lo ha reso celebre ne "Una Notte Da Leoni".

Le gag inoltre, per quanto alcune di esse siano divertenti, presentano la comicità tipica delle commedie americane degli ultimi dieci anni e il finale fuga ogni dubbio scadendo nel più scontato moralismo riguardante la libertà americana.

Per concludere il film non è peggio della media delle commedie che arrivano dagli Stati Uniti ma ciò significa solo che, seppur godibile, non ha nessun elemento critico o innovativo verso i repubblicani, la politica o in generale i rapporti umani in situazioni di antagonismo.