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Ottobre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Eventi 

Le Alpi in un convegno dell'Uncem

Le Terre alte nell'interesse dell'Europa

a cura di Marianna Bertolino

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.10 Ottobre 2012

  Il 21 settembre scorso si è svolto a Torino, presso il Consiglio Regionale, il convegno Terre Alte al centro dell’Europa. Organizzato dall’Uncem Piemonte, ha visto gli interventi, tra gli altri, del Presidente della delegazione piemontese Lido Riba, del presidente Uncem nazionale Enrico Borghi e di personalità politiche come Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni per l’Unione Europea, Roberto Ravello, assessore regionale all’ambiente, nonché alcuni consiglieri regionali, eurodeputati e presidenti dei Gal locali.

Tematica comune: riportare la montagna, e in particolare le Alpi, al centro delle politiche e degli interessi del nostro paese, grazie al nuovo programma quadro 2014-2020.

In virtù del fatto che per loro natura le Alpi sono da sempre state uno spazio transnazionale, sembra che l’Europa sia un passo avanti, se così possiamo dire, nel riconoscere l’importanza del territorio montano, nella sua unità ma anche nelle differenze. Non solo in linea teorica se, grazie al trattato di Lisbona, entrato in vigore sul finire del 2009, si è dedicata una voce specifica nella destinazione dei fondi della nuova programmazione alle aree svantaggiate sul piano naturale e demografico.

Già con la Convenzione delle Alpi, firmata nel Novembre del 1991 da otto paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Principato di Monaco, Slovenia, Svizzera, Liechtenstein) unitamente alla Comunità Europea, si è proposto di perseguire una politica comune per tutto l’arco alpino e di guardare alle Alpi come ad una macroregione rispettando i principi della coesione territoriale, sociale ed economica.

Negli ultimi tempi,poi, maggiore importanza riveste la Dichiarazione Popolazione e Cultura, adottata all’interno della Convezione nel 2006, in cui si sottolinea l’importanza del carattere antropico dello spazio alpino e della necessità di migliorarne servizi e accessibilità.

In un periodo di crisi, non solo economica ma anche valoriale, il ritorno alle terre alte, di cui alcuni tra i migliori esempi di ripopolamento e di recupero edilizio provengono proprio dalle valli piemontesi, si pone come un’etica dell’agire, per ripensare una cultura dell’abitare che sia portatrice di innovazione tecnologica con un occhio di riguardo all’ambiente.

Green economy, energie rinnovabili, nuove tecnologie, agricoltura sostenibile e recupero edilizio, sono le voci su cui lavorare, affinchè la montagna diventi perno per nuove attività lavorative, evitando la fuga di chi c’è ancora e attraendo nuovi abitanti.

Esempi, come si è detto, non ne mancano: come non essere interessati quindi, nel nostro pinerolese, a questa grande opportunità che l’Europa ci offre?

Il rilancio delle nostre terre passa anche attraverso la capacità di guardare più in là dei confini amministrativi, nel fare sistema, gestendo progetti ed investendo nella creatività, per arrivare preparati al 2014 e con idee forti e innovative, in grado di catturare l’interesse di Bruxelles.