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Novembre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Buone News 

Novità in campo medico

Arriva il cane-dottore

di Gabriella Bruzzone

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.11 - Novembre 2012

 
   Dopo vent’anni di esperimenti in Gran Bretagna, approda anche in Italia questa figura innovativa e decisamente curiosa qual è il cane-dottore. Ormai abituati a vedere cani negli aeroporti o affiancati a persone non vedenti o impiegati nella pet therapy e nel soccorso alpino, non dovrebbe stupirci vederli anche negli ospedali e nelle cliniche.

Tutto iniziò per caso circa una ventina di anni fa. Una ragazza aveva notato che Trudy, il suo cane dalmata, annusava con insistenza un piccolo neo che aveva sulla gamba. Dopo qualche tempo, esasperata dalla curiosità che il suo cane dimostrava per quella piccola macchiolina, decise di sottoporsi a un test e scoprì che quello che lei considerava un semplice neo, era in realtà un melanoma. Subito furono avviate ricerche più approfondite i cui esiti furono pubblicati su riviste scientifiche di un certo calibro, quali Lancet e il British Medical Journal.

Il carattere innovativo – e curioso – della ricerca, portò medici di tutto il mondo a sperimentarne l’efficacia. Da poche settimane, anche l’Italia può vantare il contributo di due nuovi medici: Glenn e Lucy, arrivati direttamente dall’Inghilterra e impiegati per ora nell’Ospedale Pergine Valsugana di Trento. Il loro compito non consiste solamente nell’assistenza ma in vere e proprie diagnosi. Infatti, con un’affidabilità del 90%, sono in grado di individuare un cancro alla vescica o alla prostata ancora prima che venga identificato dagli esami di laboratorio.

Ma questa non è l’unica attività che svolgono. A Grosseto, ad esempio, presso il Centro Cinofilo Nazionale, è stato avviato un programma di addestramento di cani per il riconoscimento delle cellule cancerogene. Inoltre, grazie al loro olfatto altamente sviluppato, i cani sono in grado di distinguere addirittura 12 odori per volta e identificare oltre ai tumori anche cali eccessivi di glicemia, l’approssimarsi di una crisi epilettica e altre emergenze cliniche.

Insomma, un aiuto prezioso che conferma, senza ombra di dubbio, il famoso detto «Il cane è il migliore amico dell’uomo».