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Pinerolo Indialogo

Novembre 2012


Dialogo tra generazioni
 
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 Letture

La chiave per entrare davvero nella Costituzione


"Una Costituzione amica"

 

di Mauro Ughetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.11 - Novembre 2012

 

Per presentare l’ultimo libro di Elvio Fassone mi servirò di alcune suggestioni provocate dalla lettura e condensate in otto punti.

  1. La struttura "fisica" del libro è la seguente: collana saggistica, Garzanti Editore, 2012, euro 19,60. Una copertina bianca con un titolo confidenziale, con una frase di Gherardo Colombo ("La chiave per entrare davvero nella Costituzione"), in cui l’avverbio ha una funzione esplicativa e non ornamentale.

  2. L’ introduzione mette a fuoco i problemi della travagliata stagione politica e culturale che stiamo vivendo e le ragioni per affrontarli ancorandosi alla Costituzione del 1948.

I 17 capitoli del volume spaziano dalla storia dei diritti della persona all’ordinamento comunitario europeo, dai principi fondamentali (democrazia-uguaglianza-laicità-autonomie) alla fisiologia del potere democratico, dalle riforme già realizzate a quelle invocate,opportune o suggerite dall’emergenza economica.

I Pensieri finali illuminati da una locuzione di don Milani ("Che ti serve avere le mani pulite,se poi le tieni in tasca?") rappresentano una specie di decalogo in cui a fine corsa ci si chiede a che punto siamo.

La chiusa si affida a qualche barlume dell’intelligenza del cuore e vale la pena riportarla integralmente:
Il nucleo profondo di una Costituzione è come la quiete del seme sepolto, che può fruttare se l’umore della terra è o diventa propizio. Questo nucleo è una tensione tra l’ideale e la quotidianità: la pesantezza della seconda è destinata a prevalere sul primo,sino a che questo non riceve un supplemento di forza dalla volontà. E la volontà, a sua volta,è condannata a rimanere impotente fino a che non diventa volontà collettiva. Però qualche volta accade che questa volontà collettiva,a sorpresa,si manifesti;e in questo caso speranza e storia coincidono.”

  3. Il titolo, "Una Costituzione amica", è bello. Dà l’idea di qualcosa su cui possiamo contare e fare affidamento, a cui essere legati perché aiuta a "vedere un senso delle cose".

La Costituzione ci è amica perché è nata da un’epoca di riscatto, perché scaturisce dalla Resistenza, perché ci solleva dall’obbligo di avere paura,di saperci esposti alla violenza e alla prepotenza,perché ci rende liberi,perché racchiude un’idea di giustizia e di uguaglianza, perché rifiuta le discriminazioni , i privilegi, l’indifferenza sociale verso le situazioni di sofferenza.

La Costituzione ci è amica, infine, perché fonda un modello di società solidale,antagonista alla spietatezza dei mercati e dei poteri finanziari, in cui è possibile vivere insieme nella legge e nella giustizia.

È una bussola da preservare gelosamente e di cui servirci perché indica una strada che vale la pena percorrere.

  4. Il libro è scritto bene, in un italiano dal periodare arioso e persuasivo.

I temi sono sviluppati con un linguaggio preciso,sorvegliato ma senza tecnicismi. Vi si sente la padronanza dell’argomento, la ricchezza dei collegamenti e il rivelarsi delle implicazioni. La passione che traspare nell’elaborazione del discorso non fa velo alla lucidità dell’analisi.

Non è scontato che in un impianto saggistico possa sgorgare una vena letteraria che vivifica il testo e lo rende coinvolgente e più leggibile.

  5. Per capire che cosa è in gioco,oggi, sui tentativi di revisione costituzionale e ,più in generale, sulle tematiche istituzionali i contenuti del libro sono una guida imprescindibile.

I problemi sono considerati nella loro radice storica,nei loro aspetti giuridici , nelle loro valenze politiche,nella loro dimensione culturale.

L’autore riesce nell’intento di tenere insieme tutti i fili di una matassa aggrovigliata, di calarli nella realtà del dibattito attuale e di indicare le strade che non portano da nessuna parte, quelle che sporgono sui precipizi, quelle praticabili.

In questo sforzo interpretativo emergono, allora, con nitidezza le conquiste irrinunciabili, gli aggiornamenti possibili, le attuazioni da compiere, le aperture da condividere.

  6. I 17 capitoli sono ,ovviamente, le tappe di un percorso analitico costantemente richiamato nei suoi presupposti e nel suo snodarsi in molteplici riferimenti.

C’è una unitarietà di fondo nello svolgersi del pensiero che esamina criticamente i temi in discussione ma la lettura non ha bisogno di un andamento esclusivamente cronologico, capitolo dopo capitolo , perché ogni parte in qualche misura è autosufficiente, completa nella trattazione dell’argomento pur con i rimandi opportuni alla trama complessiva. 

Questa caratteristica offre la possibilità di rendere maneggevole la fruizione di un testo che supera le quattrocento pagine e consente un uso didatticamente orientato, valido in ogni contesto,dalla stanza casalinga alle aule scolastiche, dai confronti pubblici ai dibattiti politici.

E’ un pregio che va rimarcato perché l’opera e gli argomenti trattati non siano solo confinati alle biblioteche specialistiche o alle discussioni tra gli addetti ai lavori.

  7. Si respira in tutto il libro un tono argomentativo non apodittico, un ragionare pacato.

Per le diverse questioni vengono puntigliosamente elencati gli aspetti problematici e gli scogli da evitare ma sempre vengono prospettate una o più soluzioni o piste di ricerca che non tradiscano lo spirito e le basi fondanti del patto costituzionale.

In questo modo si pone in evidenza l’attualità della Carta e si evita la sua interessata museificazione.

  8. In conclusione si può dire che, ancora una volta, Elvio Fassone mette a disposizione di tutti/e uno studio accurato e competente della Costituzione e delle sue nervature etiche e solidaristiche. Ci consegna un libro importante per la lettura, la riflessione, l’azione.

Anche per questo va ringraziato.

Mauro Ughetto