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Pinerolo Indialogo

Novembre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Giovani @ Scuola 

L'Istituto Magistrale Rayneri

La storia di un istituto intrecciata con quella di Pinerolo

di Nadia Fenoglio

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.11 Novembre 2012

  Soffiando sulla polvere dei 150 anni che il Porporato celebra oggi, si ripercorre il filo di un racconto, di poco anteriore, intrecciato con la storia di Pinerolo - e non solo.

Un racconto che inizia lontano, nel 1859, di un’altra istituzione scolastica, l’Istituto Magistrale G.A. Rayneri: la fine della storia è la fusione dell’istituto, nel 1994, all’interno del liceo Porporato.

Ma il peso che il Rayneri ebbe non fu secondario. Inaugurato, si diceva, sotto il Regno di Sardegna nel ’59 con la denominazione di Scuola Normale, presiedette in origine alla formazione dei maestri elementari di tutto il Piemonte occidentale. Tra le Scuole piemontesi, infatti, si aggiungeva a quella di Pinerolo, che era istituto maschile, la sola Normale femminile di Vercelli.

Era l’oratorio di San Domenico la sede originaria; presto la Scuola fu trasferita nell’edificio attuale di via Brignone dove trovavano posto anche le scuole elementari. La Normale di Pinerolo poté così prosperare, acquistando fama di serietà formativa e disciplinare.

Al 1891 risale la sua titolazione al pedagogista Giovanni Antonio Rayneri, impegnato intorno alla metà del secolo a rafforzare la formazione degli insegnanti come presupposto per il futuro dell’educazione e del Paese.

Ma col sorgere di altri istituti magistrali in centri concorrenti, tra cui Saluzzo, nei primi del ‘900 il Rayneri divenne scuola mista per assicurare un maggior numero di iscrizioni, e ad esso fu aggiunto il cosiddetto Giardino d’infanzia, una scuola materna che le allieve del Magistrale potevano utilizzare come luogo di tirocinio.

La guerra, il regime, la guerra: anni di funzionamento precario, di assimilazione all’Idea, di distruzione. Nel secondo dopoguerra l’Istituto fu infatti sul punto di chiudere i battenti: dai soli 25 iscritti del 1949, il Rayneri riuscì a imporsi nuovamente nell’universo scolastico, raggiungendo i 140 iscritti nel 1957, e arrivando poi a superare i 500 negli anni ‘70.

Ma il peso che il Rayneri ebbe fu dovuto, inoltre, alla qualità della didattica e alla capacità formativa di forgiare insegnanti, divenuti protagonisti della vita pubblica di Pinerolo e del Pinerolese con incarichi professionali di primo piano.

Tra queste figure compaiono anche due sindaci, Aurelio Bernardi, sindaco di Pinerolo dal 1965 al 1975 ed Alberto Barbero, sindaco di Pinerolo dal 1996 al 2006, che del Rayneri furono prima allievi e poi docenti.

La continuità tra il Rayneri e il Porporato non è solo un fatto di semplice fusione amministrativa: molti ex allievi del Magistrale sono poi diventati insegnanti nello stesso istituto e, oggi, sono docenti del Porporato. E’ il caso della professoressa Enrica Marino, per fare un esempio, ora insegnante di Lettere al Porporato e prima al Rayneri, che è stata allieva del Giardino d’infanzia prima e studente al Porporato poi.

Dall’anno scolastico 1989-90 accanto al Magistrale, il Rayneri avviò il neonato indirizzo sperimentale linguistico e in seguito quello sociopsicopedagogico, che sopravviveranno nel Porporato.

Di lì a qualche anno la fusione col Liceo avrebbe sì posto fine all’autonomia amministrativa dell’Istituto Rayneri; ma la sua storia, il metodo della didattica, gli obiettivi formativi, e gli stessi insegnanti che furono già del Rayneri contribuirono a rendere oggi il liceo Porporato un punto di riferimento nel Pinerolese e non solo, ad esserne il valore aggiunto.