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Pinerolo Indialogo

Novembre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Appunti di Viaggio

Andare al mare in autunno

Una camminata nella riviera di Levante

di Angelica Pons

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.11 - Novembre 2012

  Perché non approfittare di un lungo week-end soleggiato d’autunno per andare al mare e ritemprarsi, riempiendoci gli occhi di colori ed il pancino di sapori? Il mare d’autunno non è un film in bianco e nero: c’è un tepore gradevole ed inatteso per noi dei monti del Nord, l’acqua è calma, non ci sono più gli ombrelloni ed i divisori con le cabine, ed allora la vista si spalanca su tutta la bellezza della riviera. Molti i turisti, specialmente stranieri, che sanno apprezzare le nostre bellezze.

Propongo una camminata nella riviera di Levante.

Il treno al mattino fino a Genova e poi fino a Camogli; da lì sulla sinistra inizia, ben indicato, l’itinerario a piedi fino a S. Fruttuoso, all’austera abbazia nota per il Cristo bronzeo immerso nella baia; da lì si può proseguire per Portofino, nello chic più spiazzante.

Due perle faticose da raggiungere, ma per questo ancora più preziose.

Il primo tratto di strada, comodamente lastricato, percorre gli uliveti nel tempo della raccolta: reti rosse sono tese tra le palizzate sotto gli alberi, alcune hanno al centro un bel sasso pesante, per far sì che l’aria non si porti via i piccoli frutti asprigni. Si raggiunge la chiesa di S. Rocco con un primo belvedere, e tappa obbligata nella deliziosa gastronomia. Si prosegue per un breve tratto facendo rifornimento di acqua alla fontanella. Quindi la strada si fa più impervia, addirittura c’è qualche tratto di ferrata, di catene robuste cui aggrapparsi per non rischiare di finire nello strapiombo. A destra il mare luccica sotto i raggi del sole. Si cammina un po’ in ombra un po’ al sole, calpestando foglie cuoriformi di edera e ghiande. Un boschetto con una ripida salita precede il "passo del bacio", la parte più alta, da cui si inizia ad intravedere il panorama che attende il visitatore nuovo della zona: tra gli ulivi la superba abbazia, bianca, incastonata nella baia turchese. Per chi non si sente di camminare così a lungo il traghetto offre passaggi in direzione di Camogli oppure all’opposta S. Margherita Ligure. Da S. Fruttuoso il cammino è meno faticoso. Sempre ben indicato (due bolli rossi) e ben mantenuto, qui in alcuni tratti ha anche scalini e corrimani. Quando si giunge nei pressi di Portofino un doppio lastricato curatissimo sta già ad indicare che ci si avvicina ad una località esclusiva. La discesa tra ville storiche dall’aspetto antico ma ottimamente conservate, la vista del castello e della chiesa illuminata dai raggi del sole calante, preludono alla piazza centrale, attorniata da edifici in stile marinaresco, dai glifi geometrici, finti stucchi, le linee sottolineate da alternati ocra, arancione, rosa, mattone, gialli, ognuno decorato in modo differente. Il porticciolo ospita cabinati e motoscafi di pregio. Da qui è possibile raggiungere S. Margherita in bus e riprendere il treno verso Genova.