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Pinerolo Indialogo

Novembre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Visibili&Invisibili 

 

Giovani Amnesty International Pinerolo

Abolire l'accordo Italia-Libia sull'immigrazione 

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.11 - Novembre 2012

L’immigrazione è un problema tutt’altro che indifferente, soprattutto nella nostra realtà odierna la quale è continuamente tormentata da guerre e intolleranze civili. Nonostante ciò, sono oltre 28000 le firme raccolte da Amnesty International Italia per chiedere al nostro Governo di accantonare gli accordi presi con la Libia nell’aprile 2012 riguardanti il controllo degli immigrati. Giusy D’Alconzo, direttrice dell’Ufficio campagne e ricerca dell’associazione, ha affermato infatti che questo accordo pone i rifugiati e i richiedenti asilo in gravi condizioni di violazione dei diritti umani.

L’appello per la raccolta firme è stato lanciato a giugno, e chiede a tutti gli Stati europei che i diritti umani siano posti al centro delle politiche sull’immigrazione.

Indipendentemente dal fatto che l’accordo preso il 3 aprile avesse l’intento di riprendere la cooperazione bilaterale dell’Italia con la Libia, tutt’oggi esistono ancora problemi di violazione di diritti umani nei confronti di coloro che scappano dal proprio Paese per problemi politici, religiosi, morali, di guerra, e l’Italia non fornisce lo status di rifugiato a queste persone.

Le richieste di Amnesty al governo italiano sono in particolar modo quelle di rendere pubblici gli accordi presi con la Libia, presenti e passati, e di impegnarsi a creare nuovi accordi riguardanti la protezione dei diritti umani e che lo Stato curi maggiormente le domande degli immigrati di protezione internazionale.

Per maggiori informazioni e per poter firmare l’appello, vi rimandiamo al sito di Amnesty International, un vero e proprio catalogo di cause che varrebbe la pena conoscere.

 

 

Il gruppo Libera contro le mafie
Una nuova cellula mafiosa in Piemonte

di Chiara Perrone

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.11 - Novembre 2012

   Arriva una nuova notizia a ricordare a tutti coloro che continuano a sostenere che la mafia è un fenomeno del Sud Italia che essa è presente anche in Piemonte, e che sempre più c’è cooperazione tra le due estremità dello stivale. Infatti è in corso una maxi operazione dei carabinieri tra Piemonte e Calabria, che ha già portato a quaranta perquisizioni e sequestri di beni. Tale operazione condotta dai carabinieri prende il nome di "colpo di coda" ed è uno dei tanti rami dell’ampia operazione Minotauro e riguarda la presunta infiltrazione dell’andrangheta nella zona di Chivasso. Sono stati registrati dei rapporti tra il mondo politico di tale zona e una cellula dell’ndrangheta, questo non stupisce dopo le inchieste che ci sono già state a Leinì, conclusesi con l’arresto dell’ex sindaco Nevio Coral, e in tutto il Canavese. Tra i beni confiscati, per un totale di 230 milioni di euro, si trovano anche due note catene alberghiere della zona.

Tutto questo dovrebbe esser sufficiente a far comprendere come la mafia possieda canali ovunque, e , in particolare, come sul nostro territorio si stiano spargendo a macchia d’olio le cellule dell’andrangheta. La mafia non è più un fenomeno che dilaga e colpisce solo il Sud Italia, è presente anche nel nostro territorio, chi ancora ritiene che ciò non sia vero è un illuso, che non comprende la realtà dei fatti.