Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 



 

Pinerolo Indialogo

Gennaio.2012

Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 


 Arte&Spettacolo 

Andare al cinema

Le Idi di marzo

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.1 - Gennaio 2012

"The Ides of march"; Regia: George Clooney
Attori Principali: Ryan Gosling, Evan Rachel Wood, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, George Clooney, Marisa Tomei.

Mike Morris (George Clooney), governatore della Pennsylvania, è candidato alle primarie del partito Democratico degli Stati Uniti, i suoi discorsi durante la campagna elettorale sono ideati e scritti da un vecchio squalo della comunicazione elettorale, Paul Zara (Philip Seymour Hoffman).

Nella squadra degli addetti stampa di Zara c’è Stephen Meyers (Ryan Gosling). Steve, oltre a lavorare per Morris, è anche un suo acceso sostenitore, crede enormemente in lui e spera di averlo come presidente perché convinto della sua integrità come uomo e come politico.

Nel complesso gioco della politica, però, c’è sempre un ago della bilancia, in questo caso è il senatore della Carolina del Nord Franklin Thompson (Jeffrey Wright), il cui sostegno corrisponderebbe a una vittoria quasi certa.Durante la determinante campagna elettorale nello Stato dell’Ohio, però, la squadra elettorale dell’avversario di Morris, Ted Pullman governatore dell’Arkansas, decide di lanciare un’offensiva per cercare di strappare un elemento valido come Steve alla concorrenza.

Tom Duffy, responsabile della comunicazione elettorale di Pullman, richiede un colloquio privato con Steve per informarlo che Thompson ha oramai accettato l’offerta di Pullman e si schiererà dalla loro parte; offre così a Steve la possibilità di saltare sul carro dei vincitori, tradendo i suoi attuali compagni e Morris.

Steve è cosi combattuto tra la convinzione che Duffy stia bluffando e il terribile dubbio che l’avventura sia arrivata ormai al termine.

Come se non bastasse si invaghisce della bella Molly, (Evan Rachel Wood) stagista di Morris, iniziando con lei una relazione sessuale.

Clooney regista è poco prolifico ma, qualitativamente, meglio di Clooney attore nella maggior parte dei casi. In "Le Idi di Marzo" le due migliori parti del bel George si incontrano dando vita ad un film molto interessante sia dal punto di vista politico che da quello cinematografico.

Negli Stati Uniti le primarie del Partito Democratico hanno infatti un’importanza enorme per la politica interna, oltre al fatto che dal risultato di esse esce il candidato per la Casa Bianca.

"Le Idi Di Marzo" tocca un tema ancora più delicato ovvero i giochi di potere che ci sono dietro ad ogni scelta, ogni mossa ed ogni parola di ciascun candidato.

Al di là dell’importante contenuto, il film parte subito forte con un Ryan Gosling che, come già in "The Believer" e nel molto recente "Drive", dimostra di essere un attore con tutte le carte in regola per diventare una star di Hollywood, in più recita molto bene, requisito non fondamentale purtroppo.

Clooney impiega molto tempo dietro la macchina da presa e poco davanti a essa, portando un’onda di mistero sul governatore Morris, lasciando così il campo ad un ottimo Gosling e a un affiatato gruppo di capaci attori; menzione speciale per Paul Giamatti (tra poco nelle sale con Win Win-Mosse Vincenti, in concorso al TFF), finalmente impiegato in ruoli che gli competono dopo anni di pellicole scadenti e tranquillamente dimenticabili.

Philip Seymour Hoffman e Marisa Tomei non sono una sorpresa ma la bella Evan Rachel Wood dimostra ancora una volta di essere molto brava nel ruolo della ragazza (non tanto) innocente.

La fotografia è buona, porta efficacemente in scena le atmosfere cupe del torbido mondo della politica, anche le musiche sono coerenti senza invadere mai lo spazio dedicato dalle immagini.

Dopo "Good Night And Good Luck", un altro bel film sull’America e sulle sue contraddizioni aiuta Clooney a ricordare a tutti che il tempo dei gossip, delle pubblicità e dei talk show resta fuori, quando si cerca di fare buon cinema.