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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2012

Dialogo tra generazioni

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 Giovani @ Scuola 

L'agenda del ministro Profumo

Un nuovo concorso nel 2012

di Nadia Fenoglio

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.1 Gennaio 2012

  Tra speranze ed incertezze che accompagnano l’apertura del nuovo anno, tra manovre correttive e riforme strutturali del Paese, alcuni punti cominciano a fissarsi nel rimestato universo scolastico.

A tracciarne le linee guida è il neoministro Francesco Profumo, ingegnere ed ex rettore in aspettativa dal Politecnico di Torino.

Nelle vesti sobrie e compite che ammantano il governo tecnico, il ministro fa la sua prima apparizione televisiva il 20 dicembre scorso al tavolo di Lilli Gruber in Otto e mezzo su La7 e svela la propria carta: un concorso pubblico. Da tenersi nella seconda metà del 2012, dopo un lasso di tempo che conta tredici anni dall’ultimo concorso pubblico per insegnanti, svoltosi appunto nel 1999. Questo a fronte dei 200.000 docenti precari del mondo della scuola, oggi in graduatoria, cui vanno aggiunti circa 20.000 giovani nelle condizioni di sostenere il concorso.

Il ministro Profumo ha poi ricordato che la legge attuale prevede che il 50% dei posti siano assegnati in base a concorso pubblico e che la restante metà sia attribuita in base alle graduatorie.

Ma il problema, macroscopico, rimane: 12.500 i posti disponibili. E a ciò si aggiunge la precisazione del ministro di aver «fatto una stima [del numero di insegnanti da immettere nella scuola] sulla base dei pensionamenti pre-manovra, che adesso stiamo aggiornando». Il problema, dunque, si aggrava in virtù dell’innalzamento dell’età pensionabile che impedirà a molti, giovani o meno, di avere accesso all’insegnamento a causa della diminuzione del numero delle cattedre liberate dai pensionandi. Senza parlare dei circa 140.000 posti di lavoro tagliati dalla precedente riforma Gelmini in scuole di ogni ordine e grado. Di tali emergenze il responsabile del Miur sembra almeno essere consapevole, avendo poi specificato l’intenzione di cadenzare periodicamente le selezioni pubbliche ogni due anni.

Tra i nodi da sciogliere nel sistema scolastico italiano, Profumo pare particolarmente sensibile al tema della modernizzazione: investire bene i fondi di cui il Ministero dispone nelle nuove tecnologie informatiche e nel miglioramento dell’edilizia scolastica. «Le lezioni frontali vanno superate» afferma inoltre, e va cambiato il rapporto tradizionale tra docente e discente, promuovendo un relazionarsi più stretto tra la cattedra e i banchi. Un’ insistenza particolare è riservata dal ministro all’autostima dei docenti: da ricostruire, egli dice, perché in Italia ci sono sì eccellenze, ma singole, che non fanno sistema. Risposta, questa, per bilanciare l’amara ma realistica ammissione che i magri stipendi degli insegnanti rimarranno tali, e che non si potrà pensare ad un aumento se non nel momento della ripresa economica.
Sacrifici e trasformazioni, richiesti da tutti a ciascuno in quanto necessari, investono le multiformi realtà del territorio. In questa sfida pare giusto ricordare che anche il Pinerolese si è messo in gioco: ne è prova la sua partecipazione al progetto Scuola digitale in Piemonte, di cui questa rubrica si è occupata nell’edizione precedente.