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Marzo.2012

Dialogo tra generazioni

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 Arte&Spettacolo 

Andare al cinema

The Artist

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.3 - Marzo 2012

Prima della sfavillante notte riservata al più ambito premio cinematografico pochi credevano che il gesto di coraggio di Michel Hazanavicius, quasi incoscienza vista la frenesia tecnologica che circonda il mondo del cinema ultimamente, sarebbe stato riconosciuto anche dall’Academy Hollywoodiana.

Un mondo popolato da Dolby Surround, alta definizione e 3d sarebbe dovuto apparire come minimo restio ad un salto così indietro nel passato.

Invece il capolavoro francese, dopo aver fatto incetta di premi in tutta Europa (Premio Goya, Cèsare e Lumière fra gli altri) si presenta al Kodak Centre di Los Angeles per vivere la notte più glamour del cinema da assoluto protagonista: Oscar come "Miglior Film", "Miglior Regia" (Michel Hazanavicius), "Miglior Attore Protagonista" ( Jean Dujardin), "Miglior Colonna Sonora" (Ludovic Bource), "Migliori Costumi" ( Marc Bridges).

Gli altri film in lizza portavano nomi di autori affermati, alcuni addirittura già eletti a mostri sacri del cinema moderno, ciononostante con la sua delicatezza "The Artist" ha conquistato tutto il mondo del cinema.

Certo non si può dire che i grandi presenti in gara siano rimasti a bocca asciutta.

"Hugo Cabret" di Martin Scorsese si aggiudica anch’esso cinque statuette, fra cui "Miglior Fotografia", "Migliori Effetti Speciali" e "Migliore Scenografia", premio riconosciuto ai nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (unici italiani premiati).

Meryl Streep dal canto suo stravince la sua seconda statuetta come "Miglior Attrice Protagonista" grazie alla magnifica interpretazione di Margaret Thatcher in "Iron Lady",il quale si aggiudica anche il premio per il "Miglior Trucco".

Woody Allen si deve accontentare, si fa per dire, dell’Oscar come "Miglior sceneggiatura originale" per "Midnight In Paris", discusso film il quale ha recentemente diviso pubblico e critica, che da Allen sembra aspettarsi sempre e solo capolavori.

"Paradiso Amaro" di Alexander Payne, invece, era partito con i favori del pronostico, ma si è visto premiare solo la "Miglior Sceneggiatura Non Originale"; giusta a nostro avviso la decisione in quanto il film è bello ma non abbastanza da premiare la regia di Payne o l’interpretazione di Clooney.

Da sottolineare inoltre il "Miglior Film Straniero": quinta opera di Asghar Farhadi e primo film iraniano a conseguire tale premio, "Una Separazione" ha incantato la giuria dell’Academy.

Si chiude così l’84a edizione della cerimonia degli Oscar e come ogni anno sono stati molti i protagonisti mancati, uno su tutti Ryan Gosling, stella nascente di Hollywood, che ha saputo stupire con un’interpretazione incredibile in "Drive", del danese Nicolas Winding Refn.

Manca all’appello anche "J. Edgar" di Clint Eastwood, ottimo film sulla vita del controverso creatore dell’F.B.I. magistralmente interpretato da un Leonardo Dicaprio sempre più maturo e meritevole di riconoscimenti.

Ma si sa, l’occasione mancata arricchisce di esperienza e consapevolezza nei propri mezzi, e la corsa agli Oscar 2013 è già iniziata.