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Pinerolo Indialogo

Aprile 2012

Dialogo tra generazioni

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 Visibili&Invisibili 

 

Giovani Amnesty International Pinerolo

A scuola di Diritti Umani

di Alessandro Coassolo

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.4 - Aprile 2012

 Dopo un notevole successo durato ben quattro anni, giunge al termine presso il Liceo "Norberto Rosa" di Susa e Bussoleno il progetto "Human rights friendly school", il primo progetto di educazione ai Diritti Umani sostenuto dall’Unione Europea promosso da Amnesty International.

È il 2008 quando l’Italia viene inclusa dal Segretariato Internazionale di Londra tra i 14 paesi di tutto il mondo (tra cui UK, Ghana, Polonia, Irlanda, Senegal…) che avrebbero dato vita a questo nuovo progetto che ora si sposta in altre due scuole italiane, a Bologna e a Napoli.

Che cosa significa andare a "scuola di Diritti Umani?" Significa promuovere all’interno del proprio istituto tra studenti, insegnanti, personale ATA e amministrativo e genitori dei progetti a lungo termine di sensibilizzazione e formazione sulle tematiche connesse ai Diritti Umani, significa scrivere collettivamente e firmare una patto di corresponsabilità per stabilire norme di buona convivenza reciproca e significa partecipare agli incontri, agli spettacoli e alle attività proposte da Amnesty International che segue l’istituto passo passo, anche dopo lo scadere dei quattro anni con percorsi di formazione del personale docente e di tutte le parti coinvolte.

L’obiettivo? Diffondere e promuovere a scuola (dove i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo) la cultura e l’importanza dei Diritti Umani, del rispetto reciproco e del valore della diversità, senza limitarsi all’Europa e all’America settentrionale ma passando per l’Africa e l’Asia, laddove la scuola rappresenta per i più l’unica vera alternativa alle condizioni di emarginazione e grave povertà.

Il gruppo Libera contro le mafie
Ormai è il Nord il terreno di conquista delle mafie

di Chiara Perrone

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.4 - Aprile 2012

Quest’anno, il 17 marzo, si è celebrata la XVII giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia. A Genova sono giunte circa 100.000 persone per dire basta alle organizzazioni mafiose e per sfilare in un lungo corteo che è partito alle 10.30 da Piazza della Vittoria ed è giunto fino al porto vecchio

dove si è tenuta la lettura dei nomi delle circa 909 vittime di mafia dal 1903 ad oggi e tutto il pubblico ha prestato grande attenzione alle parole dei famigliari delle vittime e di don Luigi Ciotti. La domanda sorge spontanea, perchè celebrare questa giornata proprio a Genova?

Ormai ce lo raccontano i processi, lo dicono gli studi e lo ripetono le cronache: è il nord ormai la vera terra di conquiste delle mafie , la vera posta in gioco se si vuole rovesciare la strategia dei clan. Lo ha ribadito anche don Ciotti nel suo discorso, dove ha affermato che non si può far finta che le organizzazioni mafiose non siano forti, ma che i giovani sono la speranza per questo Paese. Tutte le organizzazioni di

stampo mafioso si stanno allargando e , a differenza di alcuni anni fa, non lasciano dietro di loro una scia di sangue, pertanto è sempre più complesso riuscire a debellarle.

Le iniziative per il 21 marzo, giornata ufficiale per il ricordo delle vittime di mafia, non sono mancate anche nella nostra cittadina.

Infatti al liceo "G.F. Porporato" la classe IV-B ginnasio in collaborazione con il presidio "A. Montinaro" della Val Pellice, ha affisso per tutta la scuola i nomi delle circa 909 vittime riconosciute e la stessa sera si è tenuta la lettura di tali nomi alle 18.30 e circa alle 21.00 è partita una fiaccolata per le vie del centro storico.

Dobbiamo ricordare che "nel momento in cui nessuno si occupa più di mafia , questa si fortifica". La partecipazione a una giornata come quella di Genova la consiglio a chiunque voglia vivere un’esperienza indimenticabile e altamente formativa.