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Pinerolo Indialogo

Maggio 2012

Dialogo tra generazioni

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 Arte&Spettacolo 

Andare al cinema

Diaz

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.5 - Maggio 2012

"La più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda Guerra mondiale", questo è il commento che Amnesty International ha ritenuto opportuno fare riguardo l’episodio avvenuto il 21 luglio 2001 all’interno della scuola Diaz di Genova.

Il G8 si era concluso da poche ore, i black block avevano messo a ferro e fuoco la città, da poco aveva perso la vita un giovane manifestante, Carlo Giuliani, e nelle caserme si respirava un clima molto pesante.

Al calare delle tenebre le forze dell’ordine decisero di operare un blitz nella scuola nel quale sospettavano essersi radunati i black block, la Diaz.

Le alte sfere presenti a Genova presero la decisione di entrare e sgomberare la scuola con la forza nonostante uno degli ufficiali della celere facesse loro presente che i suoi uomini erano poco controllabili da un punto di vista disciplinare.

Una volta arrivati alla Diaz i poliziotti sfondarono il cancello, irruppero nella scuola e, ignorando ogni concetto di umanità, pestarono a sangue i manifestanti presenti nella struttura.

Le storie delle persone che quella notte avevano trovato rifugio nella scuola sono le più disparate e nonostante nessuno avesse tentato di resistere all’arresto la polizia non si fermò, colorando di sangue i muri della Diaz.

L’incubo continuò tutta la notte alla caserma Bolzaneto dove la polizia carceraria rincarò la dose con violenze, torture, soprusi e umiliazioni gratuite.

Nonostante passi in secondo piano, data la delicatezza del tema affrontato nel film, la qualità delle immagini al servizio della terribile vicenda è molto alto; il lavoro in fase di montaggio, la fotografia e la capacità degli attori di fare propria la parte rende "Diaz" un film potente e lontano dalla visione documentaristica che molti intendevano attribuirgli.

Nonostante questo le vicende, le scelte e le decisioni che i protagonisti del film operano nella finzione sono prese dagli atti processuali di tale episodio, per questo Vicari ha voluto obbligare lo spettatore a riflettere sul fatto che le sciagurate vicende della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto sono accadute solo dieci anni fa in Italia, a Genova, sotto un governo democratico.

La forza delle immagini ha reso complessa la costruzione della colonna sonora la quale propone musiche di accompagnamento alle scene piuttosto che di atmosfera o didascaliche rispetto ad esse.

Se Tullio Giordana ha rotto il silenzio cinematografico dopo più di 40 anni dai fatti di piazza Fontana, Vicari lascia passare poco più di un decennio dal G8 di Genova per mettere in scena la pagina più dura della nostra storia democratica.

Pagina quasi subito dimenticata perché pochi mesi dopo due aerei kamikaze abbatterono le Twin Towers a New York, monopolizzando tristemente le pagine dei giornali di tutto il mondo.