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Pinerolo Indialogo

Giugno 2012

Dialogo tra generazioni

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 Appunti di Viaggio

Uno dei percorsi più lunghi del mondo

La Ruta 40 austral

di Mauro Beccaria

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.6 - Giugno 2012

Scalo a Buenos Aires, dove, dopo un giro di milonga, faccio il biglietto del bus.

Dopo 22 ore e la notte a Bariloche, trek di 3 gg in zona circuito Chico e mi dirigo verso Calafate.

Sveglia alle 5,45, desajuno e lungo spostamento lungo la Ruta 40. Il 1° tratto è costellato da laghi magnifici, poi tutto si fa brullo nella sconfinata steppa patagonica.

La meta è il Viedna, il ghiacciaio più grande del SudAmerica. Incontro Marco: fa piacere condividere emozioni in italiano. Una barca ci conduce sul ghiacciaio tra gli iceberg, poi si va a piedi in fila indiana e sulla superficie gelata mettiamo i ramponi. Il ghiaccio è quasi blu per la pressione. Attraversiamo un tunnel turchese, scaliamo cime, camminiamo sulle creste, emozionante!

L’indomani, ore 4,45, con la luce frontale incomincio il trek alla Laguna de Los Tres, ma non son il solo. Due coreane mi affiancano e aspettando l’alba mi offrono uova sode in cambio di biscottini e mi regalano un sacchetto di carbone che assorbe calore e lo restituisce al bisogno. Il sole spunta e le montagne si trasformano in fornaci ardenti, non una nuvola, il Fitz Roy padroneggia la scena con maestosità. Proseguo e dopo un’estenuante salita arrivo ai piedi della montagna lambita dalla Laguna de Los Tres. La fatica è dimenticata.

Il mattino dopo vado all’alba sul Cerro Torre, e lo spettacolo non è da meno, fino alla Laguna Torre e il Mirador Maestri. L’aurora li fa risplendere.

Risistemo lo zaino: domani si va a Calafate, al Perito Moreno, il ghiacciaio più famoso del mondo.

Il Perito Moreno si affaccia su un lago immenso, il lago Argentino, vasto quanto un mare e altre baie s’aprono sullo stesso lago, coi ghiacciai Spegazzini, Uspala ed Onelli: un unico immenso freezer.

Prima parada, el Mirador de los suspiros: la vista del ghiacciaio toglie il fiato! Col catamarano si va fino a 300 m dal lato Sud. Che scenografia! Assistiamo al distacco di una sezione di calotta: un "crasch" fragoroso e applauso degli astanti. Sulla terra ferma, 5 km di passerelle permettono una vista privilegiata sulla distesa senza rischi. E’ un sogno esser qui.

Ritorno con la consapevolezza di aver assistito ad uno spettacolo unico, e ringrazio Dio.