Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



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Pinerolo Indialogo

Giugno 2012

Dialogo tra generazioni

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 Visibili&Invisibili 

 

Giovani Amnesty International Pinerolo

Vivere attivamente

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.6 - Giugno 2012

   Ero ad un tavolino per raccogliere le solite firme per i casi adottati da Amnesty contro le violazioni dei diritti umani. Osservavo chi passava davanti e mi chiedevo quanto piccola fosse la linea che separa l’agire potendo fare la differenza e il fregarsene lasciando tutto tristemente immutato. Riesco a fermare una coppia di fidanzati e chiedo loro cinque minuti da dedicare all’ascolto di qualche piccola informazione sulla nostra associazione e più in generale sul concetto di volontariato e di attivismo. Mi rispondono che loro sono già molto attivi per cui "no grazie, anzi andiamo che siamo di fretta". Ecco, queste poche parole mi hanno portato a riflettere su una cruciale questione di cui vorrei parlare. Si tratta proprio dell’essere attivi, dell’attivismo. In effetti nelle giornate del 26 e 27 Maggio, durante le quali è avvenuto il fatto, si sono anche tenute le così dette Giornate dell’Attivismo, indette annualmente da Amnesty International.

L’unica cosa che chiedavamo in cambio a chi si fermava era che le nostre parole diventassero un comodo strumento di passaparola, un mezzo per essere nel proprio piccolo un po’ più attivi. Ed eccoci al punto, da che momento in poi possiamo parlare di attivismo? E’ chiaro, non c’è bisogno di spenderci troppo tempo sopra: è da considerarsi attivismo ogni forma di azione pratica volta alla persecuzione di un obiettivo ideale. Si può parlare di attivismo volontario, di attivismo sociale, di attivismo religioso, di attivismo politico ad esempio all’interno di un partito, e di molti altri generi ancora. Il bello è che esso, l’attivismo, parte dal microscopico. Non c’è bisogno di riprogrammarsi una vita in Brasile, o nel Barhein o in Nigeria per potersi Attivare: nel momento in cui si comprende l’importanza del termine si realizza che l’attivismo è un’attitudine, è un modo di rispondere agli stimoli che ci vengono posti attraverso la lettura e l’immagine. Si capta, si reagisce, si agisce. E si agisce semplicemente parlando e stimolando chi ci è attorno, si agisce lasciando una firma, si agisce sottraendo cinque minuti di visita alle vetrine sotto i portici in favore di un po’ di sana informazione. Con ciò voglio dire che anche cinque minuti ad ascoltare dei giovani parlare di tortura in Italia può fare la differenza. Magari non oggi, magari non domani nè l’anno prossimo, ma chissà che passo dopo passo, orecchio dopo orecchio, prima o poi quel piccolo seme gettato in principio sotto forma di parole diventi un’azione legale, una pratica scritta, un consenso collettivo che avrà il potere di cambiare le carte in tavola. Chissà.

Tutto parte da una scelta, e la scelta è la prima forma di attivismo.

 

Il gruppo Libera contro le mafie
I sogni infranti

di Chiara Perrone

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.6 - Giugno 2012

   Brindisi, 19-05-2012. Il nostro Paese ha mostrato ancora una volta il suo lato debole, un altro colpo è stato inferto alla nostra zoppicante Italia, questa volta a morire non sono stati dei giudici che lottavano consapevolmente contro un fenomeno più grande di loro, nè dei poltici illustri, uomini di Chiesa o personaggi famosi. Questa volta a lasciare a terra polvere, dolore e disperazione è stata una ragazza di 16 anni, Melissa. Una ragazza che proprio come noi, proprio come me, quella mattina aveva preso il pullman per andare a scuola, ridere e scherzare con gli amici, trovare qualche soddisfazione, sognare il suo futuro o piangere le lacrime più amare. Melissa è morta, i suoi sogni si sono infranti, ma noi dobbiamo reagire, dobbiamo risvegliare le nostre coscienze e comprendere quanto sia importante per il futuro di questo zoppicante Paese la consapevolezzza. Certe ferite non si chiuderanno mai, come sappiamo rimangono delle cicatrici, che al primo raggio rispuntano. Penso che noi, in quanto cittadini di questo Paese dovremo raccogliere la disperazione , il dolore e la rabbia e trasformarli in modo da lottare e combattere sempre con più tenacia contro chi ama l’ombra, l’omertà,il panico. Quel sabato, non appena ho sentito la notizia ho pensato a tutto il dolore che potevano provare i famigliari, gli amici, gli insegnanti di Melissa e di tutti i ragazzi rimasti feriti e di coloro che non cancelleranno mai quel momento dalla loro memoria. Questo è stato il mio pensiero:" Camminando in un vicolo cieco, senza uscita, senza gente, uno si acccorge di quanto povera ed inutile sia la vita; quanto non sappia regalare altro che paure e debolezze, come ti deluda e ti illuda ogni giorno che passa, ma soprattutto camminando conosci strade e paure, paure forti, immense, che ti trascini per sempre o perlomeno finchè camminando, non incontri qualcosa di bello e... tangibile. Un segno,un nome, un verso, che ti ricordi te stesso e la tua vita, piena di dolori e paure che forse un giorno riuscirai a dimenticare ma quel giorno non sarai mai abbastanza vicino perchè tu lo possa avere". Penso che in alcuni momenti i nostri pensieri possano solo essere scuri e tristi, ma da lì bisogna saper partire per costruire un cammino di giustizia e legalità. Non dimentichiamo mai che:"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".