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Luglio 2012

Dialogo tra generazioni

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 Buone News 

In tempo di crisi

Un museo per risparmiare

di Gabriella Bruzzone

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.7 - Luglio 2012

  Nasce a Torino e festeggia il suo primo mese di apertura il Museo del Risparmio, unico nel suo genere in Italia e nel mondo.

Finanziato ed appoggiato da Intesa San Paolo, il museo si basa sull’idea di – leggo sul sito – "creare un luogo Unico, Innovativo, Divertente dedicato ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie in cui sia possibile avvicinarsi al concetto di risparmio e investimento con un linguaggio semplice ma non banale."

Un luogo quindi in cui visitatori più o meno esperti del settore possono imparare qualcosa sul risparmio, intraprendendo un percorso interattivo e multimediale in cinque sale rappresentanti cinque aree tematiche differenti: Conoscere, Capire, Raccontare, Sognare, Sperimentare.

Mascotte del Museo sono due formiche, For e Mika, emblema della laboriosità e del risparmio, protagoniste dei video incontrati dai visitatori durante l’itinerario.

Il percorso si snoda tra letteratura, arte, finanza, storia per consentire a chiunque un facile accesso alla fondamentale quanto discussa questione del risparmio.

In effetti da sempre noi italiani abbiamo fama di essere grandi risparmiatori, a partire dai tempi antichi in cui i nostri antenati nascondevano i risparmi di una vita sotto al pagliericcio, fino ai casi più moderni in cui sono stati rinvenuti alcuni miliardi di lire all’interno di un materasso, a significare che ciò che è guadagnato non si deve toccare, neanche in caso di passaggio ad una nuova moneta! Ma è ancora lui, il classico salvadanaio a forma di maialino, a spopolare tra giovani e meno giovani, quello che, quando ormai non riesce neanche più a tintinnare tanto è pieno, bisogna spaccare con un martello.

Probabilmente gli ideatori del Museo del Risparmio sono partiti proprio da questo per sviluppare il loro progetto, dando forma ad un luogo che al contempo conservi la memoria del risparmio e insegni ai bambini e agli adulti il miglior metodo per realizzarlo (anche se in realtà di maialini-salvadanaio neanche l’ombra...).

La location scelta è un palazzo del Cinquecento in via San Francesco d’Assisi, che nel 1516 ospitò il primo Monte dei Pegni di Torino. Piuttosto significativa.

L’interno è stato completamente stravolto rispetto all’aspetto originale ed offre al visitatore l’idea di immergersi in un ambiente del futuro, minimalista nei colori e nelle forme ma arricchito da postazioni multimediali, monitor, mappe temporali e maxi schermi.

Attualmente sono in progettazione percorsi e attività didattiche rivolte alle scuole primarie e secondarie.

Il Museo è aperto tutti i giorni, tranne il martedì, il biglietto di ingresso costa 8 euro, tranne il primo sabato di ogni mese quando l’entrata è gratuita.

Risparmio sì, ma con parsimonia!