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Pinerolo Indialogo

Luglio 2012

Dialogo tra generazioni

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 Arte&Spettacolo 

Andare al cinema

Il Dittatore
Regia: Larry Charles Attori: Sacha Baron Cohen, Anna Faris, Ben Kingsley

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.7 - Luglio 2012

"Sono per libertà di stampa, elezioni pulite e parità per le donnepffffff......questo non riesco a dirlo!"

Affaz Aladeen è un sanguinario, narcisista, spietato, sadico e svampito dittatore africano.

Circondato da un’irresistibile aura di irriverente simpatia, Aladeen nega al suo popolo qualunque tipo di diritto, fa giustiziare i suoi sudditi per futili motivi, vive in un lusso sfrenato e si rende protagonista di gesti insensati con l’unico scopo di compiacere se stesso.

Come se non bastasse il dispotico dittatore sta per mettere a punto un missile nucleare per attaccare e distruggere il mondo occidentale.

Le Nazioni Unite, tuttavia, non possono restare indifferenti alla minaccia rappresentata da Aladeen e lo convocano in occasione di un Congresso a New York per chiarire la sua posizione in materia nucleare.

Aladeen parte alla volta dell’odiata America ma il vero nemico è più vicino di quanto immagini, il suo fidato consigliere infatti, assolda un sicario per eliminarlo e sostituirlo con un sosia stupido che assecondi i suoi piani: fare di Vadiya una democrazia e vendere il suo prezioso petrolio al miglior offerente.

Mentre la sostituzione avviene con successo l’omicidio fallisce e Aladeen si ritrova senza regno e senza barba, unica particolarità che sembra distinguerlo, perso nella Grande Mela americana in balìa di pericolose donne votanti, multietnicità e diritti civili....

Dopo Ali G (il più spassoso), Borat (il più demenziale) e Bruno (il meno riuscito), Sacha Baron Cohen rilancia e si immerge con successo in uno dei film più divertenti degli ultimi anni.

Il film si contraddistingue fin dalle prime scene per un’ironia costruita sull’assurdo, con battute fulminanti e situazioni esilaranti.

La prima considerazione va appunto fatta riguardo le battute: immorali, ciniche, contrarie ad ogni senso del pudore ma anche geniali e irresistibili se viste con il giusto spirito (non tentate di prendere sul serio tutto ciò che dice o tanto vale uscire ai titoli di testa).

L’illusione di trovarsi di fronte alla solita commedia demenziale priva di una qualsivoglia rilevanza tuttavia, viene presto fugata.

"Il dittatore" si rivela essere tanto incurante della pubblica decenza e della censura, quanto estremamente politico e carico di risentimento verso la cosiddetta democrazia di stampo occidentale.

"L’innocenza" con cui Aladeen affronta da pari un mondo così diverso dal suo lo porterà ad una conclusione a cui, se davvero fossimo liberi, saremmo dovuti arrivare molto tempo fa.

Ma farci riflette durante una risata, non è forse uno dei doveri del cinema?

Decisamente sì.

Imperdibile.