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Luglio 2012


Dialogo tra generazioni
 
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 Lettere a... 

Lettera a un vacanziere


"Non mandarmi cartoline: 
c'è internet!"

 

di Cristiano Roasio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.7 - Luglio 2012

 Questa lettera è indirizzata a Te: è un prontuario per affrontare le peggiori avversità del periodo vacanziero. Avversità che, inutile negarlo, affossano e debilitano le esistenze di tutti, in giorni di solleone e programmi estivi. Ti scrivo, caro Vacanziere, perché vorrei fossero chiare un paio di ovvietà mai così lampanti ad un primo momento.

Non mandarmi cartoline. Esiste Internet.

Non portarmi souvenir, sono già fin troppe le mie esperienze reiterate e reificate.

Non voglio vedere le foto. Goditi la tua vacanza ma non cercare a tutti i costi di trovare empatia col mondo. Anzi, fai una bella cosa, non farle direttamente, a meno che quella sia la tua passione o il tuo lavoro. Guarda chi hai di fianco, passeggia con gli sconosciuti e ricorda i colori, non imprimerli sulla carta lucida per poterli richiamare dalla pigrizia della tua memoria.

Se incontri uno che non sta partendo, non sentirti superiore: potrebbe essere molto più felice di te.

Non interessarti alle mie, di vacanze, se è una scusa per parlare delle tue.

Se ti angoscia fare la valigia, ti prego non partire. Mai.

Se scegli le mete in base al reddito, ai tuoi giorni di ferie pagate o in base alla lingua che si parla nelle mete ambite, lascia perdere.

Non mangiare tanto. Non strafogarti. E’ una vacanza o una gita eno-gastronomica? Non pensare che la possibilità di spendere faccia di te un vacanziere più completo.

Se non parti, non vergognarti.

Se parti, non vergognarti.

Se sei indeciso verso la partenza o no, non vergognarti.

Se non ti piace festeggiare non farlo perché sei in vacanza.

Non vivere lo scorrere del tempo come finalizzato a questi giorni; se così fai ti sei perso gli altri.

Socializza, solo se veramente ti piace farlo.

Non adocchiare ragazze e/o ragazzi come se al tuo paese non esistessero.

Non vivere la vacanza o da vacanza. Vivi, semplicemente.

Non credere, come purtroppo è diffuso, che un viaggio ti cambierà la vita: non è così. Il più delle volte, ed è normale, fra qualche anno non lo ricorderai. E non sarà un tuo errore il non aver creato un ricordo indissolubile e le condizioni per farlo diventare tale.

Dormi il meno possibile. Sovente mentre dormi perdi qualcosa per sempre.

Fregatene di chi ti dice che la vacanza è da vivere intensamente. Se ritieni che il tuo ideale di vacanza sia stare sdraiato a guardare il soffitto, ebbene fallo.

Sono belli i monumenti. Ma ricorda che sono noiosi se non conosci il contesto, le motivazioni e il periodo in cui sono stati costruiti, pensati, creati e forgiati dai tuoi simili. Nessuna guida, per quanto spigliata, carina e gentile potrà spiegartelo.

Casa tua è un monumento allo stesso modo.

Tu sei un monumento allo stesso modo.

Il Colosseo era ed è uno stadio. La Tour Eiffel faceva, e forse fa, schifo ai parigini. Il Texas è stato pagato venticinque milioni di dollari.

Il mare è solo acqua e allo stesso modo la montagna è solo roccia.

Tenete a monito che la sabbia, la spiaggia, è l’unico futuro che attende qualsiasi persona, oggetto o progetto.

Vorrei fosse ridondante dirlo ma: non abbandonate cani, gatti, canarini, parenti, amici, fidanzati e fidanzate, abitudini, interessi e speranze, fastidi, noie e routine. Non comprate iguane, tartarughe, serpenti, emozioni, desideri e piaceri; muoiono se non stanno nel loro habitat naturale e spontaneo.

E ora, pronti. Partite numerosi, se questo vi rende felici.