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Pinerolo Indialogo

Luglio 2012

Dialogo tra generazioni

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 Visibili&Invisibili 

 

I Giovani di Amnesty International Pinerolo

I Diritti Umani diventano arte

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.7 - Luglio 2012

    Da due anni a questa parte un gruppo di giovani attivisti di Amnesty International opera sul territorio pinerolese con iniziative ed eventi, impegnandosi per la difesa dei diritti umani.

Nel dicembre del 2011 questo gruppo ha iniziato una fruttosa collaborazione con il Liceo Artistico Michele Buniva, cercando di sensibilizzare gli studenti alle tematiche principali di cui l’associazione si occupa a livello mondiale.

Questo grande lavoro di cooperazione è stato in grado di regalare una mostra suggestiva, che ha avuto luogo il 7 e 8 giugno di quest’anno nei locali dell’Aula Magna dell’Istituto M.Buniva.

Guidati da ciò che era stato detto in un primo incontro con i membri di Amnesty International, e dal materiale fornito dall’associazione, gli studenti sono stati in grado di realizzare opere pittoriche non soltanto belle, ma anche profonde, in grado di colpire gli spettatori.

La tematica principale della mostra è stata rivolta ai "prigionieri dimenticati", ossia tutte quelle persone che vengono imprigionate a causa delle loro idee politiche, religiose e morali.

Bisogna essere orgogliosi dei risultati ottenuti dall’opportunità che i ragazzi di Amnesty International hanno saputo dare all’Istituto M.Buniva, che dal canto suo ha accolto questa iniziativa con grande disponibilità.

Questo particolare evento nel panorama pinerolese è stato realizzato cercando di portare alla luce i problemi della nostra società, come la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo e l’impossibilità di poter dichiarare liberamente le proprie idee, volendo esprimere attraverso l’arte la consapevolezza che ognuno di noi ha di poter cambiare il mondo in cui vive.

 

Il gruppo Libera contro le mafie
Bruno Caccia vittima al nord della mafia

di Chiara Perrone

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.7 -Luglio 2012

   Eccoci di nuovo insieme per ricordare il 29esimo anniversario di un’altra vittima di mafia, Bruno Caccia. Egli fu ucciso il 26 giugno del 1983.

L’organizzazione mafiosa responsabile di un altro morto quella volta fu la ‘ndrangheta e per tale omicidio, a 29 anni di distanza, non si conoscono ancora i nomi degli esecutori materiali. In carcere è finito Domenico Belfiore, con l’accusa di essere il mandante della strage.

Bruno Caccia era un magistrato torinese e la sua morte presenta ad oggi ancora molti punti oscuri e un "record" (se così lo vogliamo chiamare), ovvero resta l’unico magistrato ucciso al Nord da una organizzazione mafiosa.

In occasione del suo 29esimo anniversario, Gian Carlo Caselli,suo amico e collega, lo ha ricordato così: " Bruno era un uomo straordinario, un’amico che non si tirava mai indietro di fronte ad una richiesta d’aiuto, ma soprattutto un magistrato coraggioso che non poteva sopportare le ingiustizie". Chiediamoci cosa avre

Eccoci di nuovo insieme per ricordare il 29esimo anniversario di un’altra vittima di mafia, Bruno Caccia. Egli fu ucciso il 26 giugno del 1983.

L’organizzazione mafiosa responsabile di un altro morto quella volta fu la ‘ndrangheta e per tale omicidio, a 29 anni di distanza, non si conoscono ancora i nomi degli esecutori materiali. In carcere è finito Domenico Belfiore, con l’accusa di essere il mandante della strage.

Bruno Caccia era un magistrato torinese e la sua morte presenta ad oggi ancora molti punti oscuri e un "record" (se così lo vogliamo chiamare), ovvero resta l’unico magistrato ucciso al Nord da una organizzazione mafiosa.

In occasione del suo 29esimo anniversario, Gian Carlo Caselli,suo amico e collega, lo ha ricordato così: " Bruno era un uomo straordinario, un’amico che non si tirava mai indietro di fronte ad una richiesta d’aiuto, ma soprattutto un magistrato coraggioso che non poteva sopportare le ingiustizie". Chiediamoci cosa avrebbe potuto dire un uomo come Bruno Caccia di fronte alla strage di Brindisi....