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Pinerolo Indialogo

Ottobre 2011

Dialogo tra generazioni


 Personaggi 

Cristina Polliotti
Amore e passione per il restauro

di Giulia Antonucci

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.10 Ottobre 2011

   Cristina Polliotti, pinerolese, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Cuneo e per un breve periodo anche a Palazzo Spinelli a Firenze. Si occupa sia di restauro che di pittura progettando e realizzando raffinate ambientazioni. Ha partecipato a diversi saloni di Restructura e ai concorsi collegati organizzati dalla Cna di Torino, risultandone anche vincitrice. Da anni partecipa alla Rassegna per l’artigianato pinerolese.

Com’è nata la passione per il restauro e la decorazione?
Da sempre ho avuto la passione per il disegno e la pittura. Inoltre in famiglia si respirava l’aria del bello: fin da piccola i miei genitori mi hanno portata a molte mostre e musei e mi hanno insegnato ad osservare quanto di bello incontravo.
Non mi è stato possibile indirizzarmi in toto verso la pittura a causa delle scarse possibilità lavorative, così mi sono dedicata soprattutto al restauro.

E’ un lavoro molto impegnativo?
Assolutamente sì. Il più delle volte le condizioni sono sfavorevoli, basti pensare che talvolta devo lavorare d’inverno nelle chiese fredde o nei cantieri. È un lavoro che deve appassionare.

Sono richieste delle doti particolari?
Per quanto riguarda il restauro credo non sia importante essere buoni artisti, è essenziale lo studio dei materiali e delle tecniche. Per quanto riguarda la pittura e la decorazione, invece occorre un’inclinazione, come per il canto o la musica.
Per entrambe le attività occorre molta motivazione personale.

In questo settore c’è possibilità di lavoro per i giovani?
Non è un settore facile. Ad oggi non hanno ancora definito un albo dei restauratori e le leggi sono in continuo cambiamento, per cui non esiste una linea chiara per definire il ruolo del restauratore.
Ci sono più scuole e corsi riconosciuti, dunque la formazione è garantita, ma il lavoro è ancora complicato da trovare, in parte anche dovuto a questo momento economico difficile per quasi tutti i settori.

Lo consiglieresti ad un giovane che vuole seguire questa professione?
Dal mio punto di vista è chiaramente un lavoro meraviglioso, sia il restauro che la decorazione e la pittura. Ai giovani consiglio di provarlo, magari attraverso degli stage, per capire come si svolge la giornata lavorativa. Inoltre in questo campo la pratica è indispensabile.

Qual è l’opera più importante che hai restaurato?
La chiesa della Madonna del Boschetto, situata a Frossasco e che risale al 1400. È una delle più antiche opere che ho restaurato e sono particolarmente orgogliosa di averlo fatto, perché credo sia una piccola delizia del nostro territorio.

Il restauro è per te più un lavoro o una passione?
E’ stata una passione che è diventata anche il mio lavoro