Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 


Studiare in biblioteca

I "topi" dell'Alliaudi

di Francesca Costarelli

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.10 - Ottobre 2011

   Diciamocelo chiaro: in biblioteca nessuno è mai andato per studiare. Si va per baccagliare, beccare, tacchinare. Insomma per riuscire a sedersi vicino alla ragazza dei nostri sogni o per andare in pausa caffè con il ragazzo più bello della scuola.

Una volta si andava a studiare in biblioteca solo dal primo anno di università, invece ora, anche per questo la biblioteca cittadina è sempre più affollata, già dalle superiori iniziano ad attaccarsi a questa "bella abitudine". Indubbiamente ci sono dei vantaggi: poter consultare molti libri senza doverli comprare o portare a casa, poter chiedere una mano nella comprensione di un testo a chi ci è seduto di fianco, poter accedere agli appunti dei nostri vicini e compagni. Si potrebbe pensare che lo studiare in mezzo ad altri faciliti la concentrazione e aiuti così a studiare di più in meno tempo o perlomeno a far rendere di più il momento della preparazione. In realtà, come detto in apertura, se un estraneo entrasse nell’aula studio subito si renderebbe conto degli sguardi, i sospiri e gli ormoni che aleggiano tra i tavoli!

A onor del vero la fauna da biblioteca non è composta solo da rapaci, ma anche dai famosi topi di biblioteca e da ragazze con gli occhiali in ritiro pre-esame. Questi ultimi due esemplari hanno sempre il naso immerso in libroni polverosi e si irritano ad ogni brusio di chiacchiera vacua che arrivi ai loro orecchi e, nel momento in cui questo accade, non solo iniziano ad agitarsi sulla sedia come morsi da mosca tzetze, ma manifestano tutto il loro fastidio con sbuffi e occhiatacce. Se il brusio non smette immediatamente, come estrema ratio, si alzano inviperiti e vanno a chiedere aiuto al bibliotecario intimandogli di far cessare il rumore molesto che tanto li allontana dal sospirato 30 e lode.

Entriamo nei dettagli e seguiamo da vicino uno "studente da biblioteca". Sveglia presto per potersi accaparrare un posto tattico... ultimamente per accaparrarsi un posto e basta. La faccenda, infatti, è diventata sempre più complicata in questi ultimi anni. Innanzitutto gli avventori si sono moltiplicati e soprattutto l’arrivo dei portatili, insostituibile supporto nelle ricerche su google, ha dato il via a una corsa mattutina ai pochi posti situati nei pressi di una presa. Finalmente abbiamo trovato una confortevole collocazione: è ora del caffè con i compagni di studi. Si lasciano i libri aperti sul tavolo, come se i concetti potessero così trasmigrare autonomamente nelle nostre teste e si va al Berga. Alcuni cappuccini e brioches, dopo si torna e, cercando la concentrazione data dalla caffeina, ci si immerge negli appunti armati di evidenziatore e matita.

In conclusione, quale che sia il motivo che vi spinge ad addentrarvi in biblioteca, il vantaggio è che sarete al fresco in estate, al calduccio in inverno, troverete silenzio, molta gioventù e, soprattutto, un buon libro che vi terrà compagnia!