Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Visibili & Invisibili/1 

Addio al "Treno della memoria"

Il Piemonte senza memoria

di Silvia Peyronel

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.10 - Ottobre 2011

   Un’altra estate è passata, ma tra le novità per l’anno a venire c’è un’amara sorpresa: la Regione Piemonte non intende rinnovare i finanziamenti per il Treno della Memoria. L’idea del viaggio formativo ad Auschwitz, nata nel 2005 a Torino, e diffusosi in tutta Italia, è stato per molti ragazzi una possibilità di riscoperta di una Storia da non dimenticare, un modo per interrogarsi sul passato, ma soprattutto sul futuro. Perché un popolo senza passato, senza memoria, non ha un futuro.

Partendo da questo percorso formativo, è scaturita quella voglia di mettersi in gioco, di far "qualcosa" per non dimenticare, per dare al nostro piccolo mondo la possibilità di migliorare, e creare una risposta da cittadini attivi e consapevoli .

È così che è nato un presidio di Libera nel Pinerolese, nel maggio 2008. Oggi, a sette anni dalla nascita di quella che per molti di noi è stata una scintilla, vogliono tagliare anche questo. Come se non bastassero i tagli alle risorse per le scuole.

Come sottolineato nella lettera indirizzata al Presidente e all’Assessore alla cultura, patrimonio linguistico e politiche giovanili della Regione Piemonte, "..tagliare oggi il Treno della Memoria abbassa ulteriormente lo standard dell’offerta educativa delle scuole piemontesi, non vuol dire rinunciare per un anno a una gita scolastica. Tagliare il Treno della Memoria vuol dire costruire dei reali "ostacoli di ordine economico e sociale, [...] limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini" (Costituzione Italiana, art. 3).".

Tra i principali firmatari di questa lettera vi sono docenti dell’Università degli studi di Torino, come Zagrebelsky.

Noi siamo convinti che ci siano modi alternativi per reintegrare le casse regionali.