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Pinerolo Indialogo

Ottobre 2011

Dialogo tra generazioni

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 Visibili&Invisibili/2 

 

Indignarsi per rigenerarsi

Delta del Niger: regno dell'oro nero

di Andrea Bruno

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.10 - Ottobre 2011

  Delta del Niger. Laddove il maestoso fiume africano si unisce all’Oceano, il petrolio, maligno despota fautore d’inganni e di avidità, spietato assassino manipolatore di menti, pose, alla fine degli anni ’50, una delle sue roccaforti. Il governo nigeriano, orgoglioso di aver ricevuto quello che riteneva un onore senza pari e abbagliato dalle possibilità economiche che una simile venuta sembrava offrirgli, chiamò rappresentanti dalle più importanti potenze mondiali affinché venissero ad onorare il tiranno. E i rappresentanti vennero, portando con sé le loro mostruose mascotte metalliche. Queste si trovarono così bene alla mensa del petrolio, gradirono a tal punto la malefica ambrosia che colui che era ormai diventato il padrone di casa offriva loro, che non vollero più andarsene. L’oro nero rese tutti suoi schiavi, facendo scontrare a suo piacimento truppe nigeriane, popolazioni locali, eserciti stranieri.

Oggi questa è la terra del paradosso, della contraddizione. Nonostante i ricchi giacimenti petroliferi, l’indice di disoccupazione della regione è il più alto della Nigeria. L’inquinamento atmosferico e delle acque fluviali si protrae da oltre 50 anni eppure le principali attività di sostentamento dei 20 milioni di persone che vivono nella zona (40 gruppi etnici diversi che parlano 250 dialetti) sono la pesca e l’agricoltura. La bonifica dell’intera regione richiederebbe 25/30 anni, e il costo di un miliardo di dollari. L’oro nero non sembra cedere ai tentativi di detronizzazione.