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Dialogo tra generazioni

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 Giovani @ Scuola 

Il treno della memoria

Il fischio dell'ultimo treno

di Nadia Fenoglio

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.11 Novembre 2011

   Sono 4909 le firme raccolte finora sul sito www.piemontesenzamemoria.net: un appello per chiedere la prosecuzione del Treno della Memoria.

La notizia che la Regione Piemonte e, nello specifico, l’assessorato alla Cultura, ha deciso di annullare l’iniziativa sta risvegliando indignazione e proteste tra i giovani, a cui l’esperienza del Treno è rivolta, e gli adulti che credono nell’alto e insostituibile valore formativo del ripercorrere il viaggio verso Auschwitz.

In tempi di vacche magre, meglio fare due conti. L’iniziativa del Treno costa in Piemonte 200.000 euro, 22 euro per ogni piemontese. Dal 2005, anno in cui ha fischiato il primo treno diretto in Polonia, i ragazzi piemontesi che vi hanno partecipato sono stati in graduale aumento: dai 450 giovani del 2005 ai 940 del 2007, fino ai 1400 ragazzi che, dal 2008 al 2011, hanno aderito all’iniziativa da tutta la regione.

In occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Cuneo il 7 ottobre scorso, l’associazione Terra del Fuoco, che gestisce l’organizzazione del Treno, ha presentato una lettera in cui viene chiesto l’appoggio del Capo dello Stato per la prosecuzione del Treno, perché «indignati dalla presa che l’anti-politica ha oggi sulle nuove generazioni, crediamo che proprio a partire dalla riflessione su quanto accaduto nella nostra Europa prima e durante la seconda guerra mondiale si possa diventare cittadini consapevoli».

Un’esperienza per non limitarsi a conoscere, ma per tentare di comprendere. Ma a sentire l’assessore alla Cultura Michele Coppola (PDL) la cancellazione del Treno non sarebbe grave cosa, dato che rappresenterebbe un "doppione" di un’altra iniziativa, gestita dalla vicepresidenza del Consiglio regionale, e precisamente del Progetto Storia Contemporanea. Questa iniziativa, patrocinata dal Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, è un concorso a cui possono partecipare gruppi ristretti di studenti (per un massimo di sette) i quali, coordinati da un insegnante, svolgono una ricerca su uno dei temi proposti (ma non necessariamente riguardanti la guerra partigiana). Infine, nella primavera i gruppi vincenti partecipano a viaggi-studio nei luoghi dello sterminio nazista o in altri siti di significato per la storia contemporanea in Italia o in Europa. Ci sembra dunque, a ben guardare, che si tratti di esperienze diversamente accessibili.

Tra gli oltre tredicimila giovani che, dal 2005 a oggi, hanno partecipato al Treno della Memoria c’è anche Valentina Foti, studentessa di Giaveno. «Perché privare i ragazzi piemontesi di un’esperienza di cui magari continuerebbero a fruire giovani di altre regioni?» si chiede Valentina «si tratta di uno svantaggio che penalizzerebbe di molto l’offerta educativa delle scuole piemontesi. Sarebbe invece opportuno allargare il progetto del Treno a tutte le regioni d’Italia, non pensare di cancellarlo».