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Dialogo tra generazioni

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Le dinamiche che originano la felicità

di Gabriella Bruzzone

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.3 - Marzo 2011

 Da sempre al centro dei pensieri di ognuno di noi, nonché di pensatori e filosofi, oggi la felicità si è trasformata in una preoccupazione anche per gli scienziati.

In uno studio condotto e pubblicato sul Financial Times infatti vengono messi in evidenza gli aspetti più significativi che sono alla base della felicità. Gli scienziati si sono soffermati particolarmente su quegli aspetti che, incidendo maggiormente sulle nostre vite, determinano il livello di felicità e serenità personali.

Alla base sicuramente c’è la buona salute, primo fattore di benessere, a scapito invece del denaro che serve solamente a soddisfare una piccola parte di piaceri; così anche un aumento di stipendio non è paragonabile alla vicinanza dei propri amici più cari.

L’esperienza più tragica è data dalla perdita del lavoro, ma si è notato che la disperazione diminuisce se anche amici e conoscenti vivono la stessa situazione. Analogamente, se si è gli unici in sovrappeso tra amici in forma ci si sentirà a disagio, ma se anche i nostri amici hanno problemi di peso come noi, ci sentiamo più sereni.

Il "British Medical Journal" si è soffermato invece sull’aspetto contagioso della felicità: questa si trasmette esattamente come un virus e dipende dalla vicinanza con persone felici. Più siamo a contatto con persone serene, più abbiamo possibilità di sentirci felici.

A questo proposito, Nicholas Christakis della Medical School di Harvard e James Fowler, sociologo dell’Università della California (San Diego) hanno messo a punto una vera e propria formula matematica che riassume la felicità e le sue cause. La formula è stata rappresentata in un diagramma - chiamato appunto "diagramma della felicità" - dopo aver condotto uno studio su oltre cinquemila persone tra i 21 e i 50 anni.

Ma la felicità non si trasmette tra tutti gli individui: ci sono infatti alcuni elementi che concorrono o meno alla sua "contagiosità". Gli studiosi hanno infatti tenuto conto del contesto sociale e delle relazioni di parentela, di amicizia o lavorative tra chi si è sottoposto al test. Ad esempio il contagio non avviene tra colleghi di lavoro e tra vicinanze virtuali, ovvero amicizie tenute in contatto solo per via telematica. È invece assodato che un buon grado di empatia e di complicità tra gli individui favorisce la trasmissione della felicità.

A tutti questi fattori ne aggiungerei uno che, a parer mio, è portatore di una buona parte di felicità, pur sottovalutato perché di pratica quotidiana: il cibo. In effetti un buon pasto, curato e salutare, meglio ancora se consumato in compagnia di amici o famigliari, stimola il buon umore e mantiene allegri.

Quindi, malgrado le formule e i grafici matematici, possiamo ancora elencare tra i classici ingredienti della felicità lo stare bene con se stessi e con gli altri e la buona cucina.