Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Iniziative 

Un monumento alle vittime della strada

L'isola di mezzo

Ciro Cirri, realizzatore dell'opera: "Vorrei che fosse come piantare un seme".

di Francesca Costarelli

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.3 - Marzo 2011

  Ali d’Argento, un’associazione di genitori che hanno perso i propri figli in incidenti stradali, desidera donare alla città di Pinerolo un monumento per ricordarli. È stato coinvolto il comune di Pinerolo nella figura del sindaco, l’ideazione e futura realizzazione dell’opera è stata affidata a Ciro Cirri, musicista ed artista pinerolese.

Ciro come ti sei sentito quando il Sindaco Paolo Covato ti ha chiesto di occuparti di quest’opera?
Immediatamente mi è venuto spontaneo chiedere di incontrare i genitori dell’Associazione e, una volta davanti ai loro sguardi, ho capito che di fronte al loro dramma tutte le parole erano inutili. Nulla può rappresentare un dolore così profondo. Siamo rimasti in silenzio e poi abbiamo iniziato a conoscerci e a confrontarci.

Qual è il messaggio a cui quest’opera darà voce?
L’Associazione Ali d’Argento voleva innanzitutto ricordare, voleva un simbolo che diventasse memoria concreta dei loro ragazzi. Credo che l’intenzione del ricordo sia fondamentale, ma serva soprattutto a chi ha subito il dramma. Volevo qualcosa di più per quest’opera. Vorrei che fosse come piantare un seme, memoria ma anche stimolo di riflessione per chi rimane, per chi c’è.

Aiutaci ad immaginare questo monumento. A quali suggestioni ti sei ispirato?
Ho deciso di non utilizzare immagini violente. Abbiamo tutti paura del dolore, quindi perchè sbattere in faccia ancora e ancora scene scomode, dure. Penso che sia ora di riscoprire la delicatezza per affrontare questi temi, con cui è difficile confrontarsi. Ecco perché ho utilizzato delle metafore per rappresentare la malinconia e il dramma. Mi sono immaginato una struttura morbida e dai colori tenui, circondata da una fontana a spirale interrotta, acqua che scorre e lava, purifica. La vita che nasce, diviene, che può essere interrotta, che continua nonostante tutto, che termina... All’interno di questo abbraccio d’acqua, della terra fresca dove piantare un fiore, ricordo colorato e profumato. Un monolite centrale appoggiato ad un gambo di rosa che lo attraversa fino a sbucare sulla sommità. Su questo blocco si stagliano seduti o in posizione eretta dei bambini, degli adolescenti e dei giovani fermi ad osservare ciò che li circonda. Infine tutta l’opera sarà protetta e sovrastata da una copertura in plexiglass a cui saranno applicati centinaia di frammenti colorati, una pioggia di luce e colore.

Da dove nasce il titolo dell’opera "Isola di mezzo"?
L’isola di mezzo è rappresentata dal monolite centrale, luogo da cui i ragazzi osservano sia il cielo che la terra senza poter raggiungere nessuna delle due dimensioni. Rimangono sospesi a metà, come le loro vite.

Quando e dove potremo veder realizzato questo progetto?
Un’opera del genere ha bisogno di essere progettata e costruita. Ho scelto materiali giovani, particolari, nuovi: plexiglass, acciaio, vetroresina… Per questo mi avvarrò della collaborazione di diversi professionisti per la realizzazione. Tutte queste persone hanno deciso di dare il loro lavoro gratuitamente. Quindi, appena l’Associazione avrà fondi sufficienti a coprire il costo dei soli materiali, in circa due mesi potremo portare a compimento questo progetto. So che tanti si stanno mobilitando per aiutare l’Associazione Ali d’Argento, per esempio gli studenti del Liceo Porporato hanno deciso di adottare simbolicamente "Isola di mezzo" anche attraverso una raccolta fondi. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti perché l’opera stessa è di tutti, monito, spunto di riflessione, luogo d’incontro, di ritrovo. È anche per questo che probabilmente verrà realizzata nei giardini della Stazione di Pinerolo