Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni
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 Appunti di Viaggio

In mezzo alla culla della vita

Boca do Juma in Amazzonia

di Angelica Pons

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.4 - Aprile 2011

   Campeggio nella selva? Solo all’idea ero terrorizzata, ed invece la natura ci ha accolti con amore nel suo grembo ancestrale. È con questo stato d’animo che è incominciato il viaggio nella foresta amazzonica.

Nella penombra, seguendo con attenzione il sentiero sicuro non c’è pericolo, anzi nella foresta vi è tutto il necessario: stilla latte da radici rosse, scorre acqua in liane cave; vi si trovano foglie di chinino contro la malaria, nidi di formiche spalmabili come repellenti. L’açaì, l’uva di palma, è fonte di ferro; vi è poi, molto proteica, la castagna amazzonica, di cui sono ghiotte le scimmie: il loro martellare per romperne i gusci si sente in lontananza...

La pausa è un fuoco acceso: sulle braci le banane, sullo spiedo un pollo e noi intorno: con Alan l’indio, Mauro ed io, viaggiatori zaino in spalla da anni; Peter e Yumiko da Tokyo, nuovi compagni d’avventura, come Robinson Crusoe e M.me Butterfly.

Nella notte il mormorio del fiume ci culla sulle amache, protetti nelle zanzariere. Solo il drin di un uccellino notturno come un telefono, oltre al ron ron… di Peter ci fa compagnia!

L’acqua di Juma è immobile, pare inesistente, tanto fa immaginare il proseguire di tronchi ed alberi riflessi nello specchio immenso. È pulita ma buia, per la profondità del letto del Solimões che origina il Juma Lake.

Siamo arrivati qui grazie al gancio con Wilson Neto, un giovanissimo ma già esperto agente di viaggio di Manaus.

Alla pousada di Claide abbiamo soggiornato su palafitte ed oziato al ristorante galleggiante, dove preparano pesce e pollo con verdure fresche. Dal pontile ci siamo tuffati alla ricerca di refrigerio: i piraña qui son piccoli e innocui, ma attirano uccelli (tucani, are, cormorani, martin pescatori), caimani jacaré e delfini rosa d’acqua dolce, i boto. Nella stagione delle piogge il rio sale di oltre 20 m: si vede dal segno sulle cortecce delle radici che sembrano aeree. La luce filtra appena tra le fronde fitte degli alberi di verdi inattesi: smeraldo, vescica, bistro.

Rientrando a Manaus col traghetto solchiamo "o encontro dos rios", a 10 km dalla città: il chiaro e fresco Solimões, che nasce nelle Ande, a 4-9 km/h incontra il più lento Rio Negro, dalle acque acide e calde (25°) che discendono dalle regioni argillose dell’Equador. Viaggiano fianco a fianco per 6 km verso il mare.

Immersa in questo meraviglioso ambiente osservo un insetto, una cavalletta, che all’improvviso si lascia rapire dai flutti: nell’ultima svolta ha addocchiato il verde chiaro dei gigli d’acqua ed ha preso il volo. Come questi giorni.

Quando andare: da luglio a dicembre.

Come: volo da Torino o Milano per Salvador de Bahia o Natal, e volo interno per Manaus; prezzi ok 4-5 mesi prima su opodo, edreams, volagratis.

A Manaus in centro, vicino l’Opera House, hotel 10 Luglio, piccole agenzie offrono escursioni; sul web: www.amazonbrasil.com.br; iguanatour@hotmail.com (Neto); www.jumalakeinn.com