Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Il Pinerolese che vorrei 

Intervista a Gennaro Michelino

"In provincia è più difficile fare sistema"

di A.D.

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.7 - Luglio 2011

   Finita la campagna elettorale per una nuova amministrazione in Pinerolo, si riprende con la politica, cioè con il dibattito d’idee sulla vita in città e nel territorio. Sulla scia della rubrica preelettorale "Pinerolo come la vorrei" che ha avuto un buon successo proseguiamo con altri interventi , questa volta allargati a tutto il Pinerolese.
Incominciamo con Gennaro Michelino, il giovane e dinamico direttore di Villa Glicini di San Secondo di Pinerolo e dell’Hotel Diplomatic di Torino

Lei fa il pendolare tra Pinerolo e Torino. Nel vivere il territorio che differenze trova tra la metropoli e la provincia?
   La mentalità di provincia è certamente diversa da quella metropolitana e io che vivo a cavallo di due esperienze ne sono testimone. In città le idee che le persone si fanno sono più duttili, più legate alla temporalità del momento. In provincia invece la forma mentis è più duratura, le idee che una persona si fa, buone o cattive che siano, durano più nel tempo. Ciò porta alla rigidità e anche alla diffidenza. È più difficile, ad esempio, sedersi attorno a un tavolo per discutere e cercare di fare sistema. Questo a livello commerciale e nel mio caso alberghiero implica strategie di comportamento diverse.

In questa porzione di territorio che si chiama Pinerolese a suo parere cosa manca?
   A livello di bellezze del territorio o di strutture direi che non manca niente. A livello di persone invece manca una certa apertura mentale che permetta di inventarsi cose che escono dall’esperienza consolidata. Si fa fatica ad avere visioni lungimiranti e strategie comuni per promuovere il territorio. Ad esempio con le nuove tecnologie informatiche e i social network. La clientela del settore alberghiero del Pinerolese è ancora legata al vecchio sistema del passaparola. Di chi a Pinerolo c’è venuto e si è trovato bene, ha apprezzato le bellezze naturali e culturali, ne ha parlato con gli amici, che a loro volta incuriositi hanno deciso di venirci.

E il suo punto di forza?
   Innanzitutto l’essere dislocata in una posizione strategica, che la pone sufficientemente vicina a tutte le mete che un turista da Pinerolo può desiderare. La città è ben collegata dal punto di vista viario. In tre quarti d’ora si è in Torino oppure in alta montagna o nelle Langhe. La buona viabilità è certamente un suo punto di forza. Poi le bellezze del territorio, come il Forte di Fenestrelle, Scopriminiera, ecc. che a mio parere non sono promosse in modo adeguato come nelle grandi città.

Dal punto di vista turistico-alberghiero che cosa si dovrebbe valorizzare o promuovere di più nel territorio?
   Direi che bisogna valorizzare e promuovere tutto. A incominciare dalle piantine per il turista o da quelle col percorso ciclabile. Poi come ho già accennato è importante l’apertura mentale verso le nuove tecnologie a mio parere utilizzate ancora molto poco. Queste resistenze non aiutano il territorio. Per di più in un’epoca di forti cambiamenti, dove le novità del mercato durano 6-12 mesi.

Un’idea o un consiglio a un giovane in cerca di lavoro?
  
Innanzitutto di entrare nel mondo del lavoro il prima possibile (dopo gli studi naturalmente), magari adattandosi a fare qualsiasi tipo di lavoro, pur avendo chiaro quello che si vuole fare nella vita. Ed essendo convinti che magari lo si raggiungerà dopo anni.
Più in generale però credo che in questo campo occorra una duplice duttilità, non solo del giovane ma anche del datore di lavoro. Quest’ultimo deve tener presente che il giovane di oggi non è più quello della sua esperienza giovanile. Innanzitutto si avvicina al lavoro in un’età più adulta, con un’istruzione e una capacità di ragionamento maggiore che nel passato. Occorre una certa sensibilità nel gestire queste ricchezze giovanili. Direi che lo sforzo d’incontro dev’esserci da entrambe le parti e non sempre c’è.

Il contributo di Villa Glicini per questo territorio?
   L’aver fornito al territorio con i lavori di ristrutturazione, che ancora continueranno, una maggiore ricettività alberghiera e con questa anche una certa massa di turisti (c.a 22.000 presenze l’anno scorso). A questa realtà bisogna aggiungere i posti di lavoro, che nel periodo della stagione estiva sono una quarantina.