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Pinerolo Indialogo

Aprile 2013

Dialogo tra generazioni

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 Arte&Spettacolo 

 Andare al cinema

  Educazione siberiana

Regia: Gabriele Salvatores Attori: Arnas Fedaravicius,
Vilius Tumalavicius, John Malkovich, Eleanor Tomlinson


di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.4 - Aprile 2013

   Negli anni immediatamente precedenti la caduta dell’Unione Sovietica in Moldavia, una comunità di criminali sopravvive grazie ad un ferreo codice comportamentale che negli anni ha dato vita a una vera e propria identità di cui essere orgogliosi.

Il giovane Kolima (Arnas Fedaravicius) ed il suo amico Gagarin (Vilius Tumalavicius) ricevono gli insegnamenti necessari per crescere come onorevoli criminali siberiani dal nonno di Kolima, figura di riferimento di tutta la comunità, "nonno Kuzya" (John Malkovich).

Con il passare degli anni però Gagarin verrà incarcerato durante uno dei piccoli furti che i giovani (attorno ai 12 anni) e la loro banda operano ai danni dell’esercito sovietico.

Il carcere cambierà sia Gagarin che il suo rapporto con Kolima e con tutta la comunità siberiana a cui non sente più di appartenere.

Le regole che ha imparato da bambino gli sembrano ora prive di senso e lo scontro con Kolima, ancora rispettoso della tradizione, appare inevitabile.

Gabriele Salvatores ritorna dopo l’assai scialbo "Happy Family" (2010) prendendo come riferimento l’interessante libro di Nicolai Lilin (Educazione Siberiana), membro della comuntà descritta nel film e da tempo ormai residente a Cuneo (Lilin ha scritto il libro in italiano, in seguito è stato tradotto in molte lingue ma lo stesso autore ha vietato che fosse pubblicato in russo).

La differenza fra libro e film appare lampante dal momento che le esigenze cinematografiche hanno inevitabilmente modificato parte delle sensazioni che traspaiono dai due lavori.

Nella pellicola infatti ad essere centrale non è la vita nella comunità criminale siberiana e le sue regole ma le vicende che coinvolgono i due protagonisti; entrando più nell’aspetto tecnico da notare la bella performance di entrambi gli attori principali, stesso discorso può essere fatto per la giovane Eleanor Tomlinson, nel ruolo di una ragazza con problemi mentali che gode della protezione di tutta la comunità.

Le componenti tecniche sono ben curate e tutto il lavoro appare di qualità, è poca tuttavia la capacità della pellicola di trasmettere verità e tramite essa permettere allo spettatore di immergersi totalmente nella storia, la responsabilità probabilmente è da ricercare nelle ambientazioni interne e nella fotografia, le quali appaiono poco veritiere.

Per il resto la sapiente regia di Salvatores valorizza al massimo le capacità degli attori, come sempre John Malkovich è una garanzia anche se il personaggio di nonno Kuzya non risulta così centrale come promesso.

In conclusione un buon film ma nulla più, peccato per un regista che ci ha regalato, negli anni, tante emozioni.