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Pinerolo Indialogo

Aprile 2013


Dialogo tra generazioni

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Mostre 



Al Castello di Miradolo

I volti e l'anima di Tiziano

di Chiara Gallo

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.4 - Aprile 2013

 

"Non c’è miglior pittore che abbia onorato e rappresentato il potere di Tiziano" V. Sgarbi

È al celeberrimo pittore Tiziano Vecellio che la Fondazione Cosso, su progetto di Vittorio Sgarbi, ha voluto dedicare una mostra temporanea, allestita al Castello di Miradolo dal 16 marzo al 16 giugno 2013.

L’esposizione si apre con un quadro di Pietro Aretino, ritratto in età giovanile. In questa fase, l’artista dipinge ancora ricercando il sentimento del personaggio, preferendo il lato interiore a quello mondano e realistico.

I quadri successivi sono molto contrastanti tra loro. Il primo ritratto è quello del comandante Gabriele Tadino, grande militare dell’impero spagnolo. La posa è regale, sontuosa, superba e rende perfettamente l’idea della pittura matura di Tiziano.

Il secondo è il ritratto commissionato da Zuan Paolo da Ponte. Posto sullo sfondo della campagna veneziana, il ricco signore stringe fra le mani un libro che ricorda il profondo legame di amore che lo lega alla figlia Giulia.

La stanza successiva ci presenta due quadri di cui uno mai esposto prima d’ora in Italia. Si tratta del Ritratto di Giulio Romano,famoso architetto e amico di Tiziano. L’artista ripropone la sua vena più romantica facendo emergere dal volto di Giulio la passione e il sentimento interiore che lo caratterizzarono per tutta la vita.

Con lo stesso evidente realismo il pittore realizza una tela in cui si presume abbia riprodotto il volto del giovane Federico II Gonzaga, nel quale non appaiono allegorie di potere, segno di un avvenire ancora incerto. Stretto tra le mani, un fazzoletto, simbolo di tristezza e dolore interiore.

Salendo al piano superiore l’attenzione è subito catturata dalla pala d’altare San Francesco riceve le stimmate. Il committente del dipinto, Desiderio Guidoni, appare ai piedi della pala, lineamenti grezzi quasi deformi che lo caratterizzano sono la firma realistica del cadorino.

Fulcro centrale di questa mostra è la tela recentemente restaurata grazie proprio all’intervento di Vittorio Sgarbi. Si tratta del Ritratto di Gentiluomo, di committenza sconosciuta, inizialmente attribuito al contemporaneo di Tiziano, Lorenzo Lotto. Attraverso il ripristino delle condizioni del quadro, tuttavia, è venuta alla luce la firma TITIANUS, palesandone l’autenticità.

L’esposizione si riserva per ultimo un autoritratto di Tiziano ormai in età avanzata, direi autocelebrativo. Espressione della sua sapienza artistica e della sua grandezza, sembra fatto appositamente per essere coniato su moneta!

Lasciandosi alle spalle il castello di Miradolo il primo aggettivo con cui descriverei questo grande pittore è: essenziale. Con pochi elementi ha saputo rendere la psicologia e il ruolo sociale dei singoli personaggi.