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Aprile 2013

Dialogo tra generazioni

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16 marzo 2013

18esima Giornata della memoria delle vittime di mafia

di  Chiara Perrone

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.4 - Aprile 2013

Anche quest’anno le parole di Don Luigi Ciotti risuonano forti e chiare e come un eco tornano ad occupare la nostra mente. Il suo discorso, tenuto a Firenze il 16 marzo, in occasione della 18esima giornata per la memoria e il ricordo delle vittime di mafia, vuole sottolineare come ricordare le vittime, vittime innocenti, è un dovere di tutti e non farlo significa "ucciderle una seconda volta. Egli ha anche illustrato la scelta di Firenze, come città dove si è svolta la manifestazione, queste sono state le sue parole:"Le ragioni sono tante. E’ innanzitutto la città sfregiata dalla strage di via Georgofili nella notte del 26 e 27 maggio 1993. Vittime del terrorismo mafioso, morirono cinque persone. Firenze è poi la città adottiva del grande Nino Caponnetto ‘padre’ del pool antimafia di Falcone e Borsellino. Il capoluogo toscano ha dato i natali a un altro valoroso magistrato, Pier Luigi Vigna, da poco scomparso, nonché al giudice Gabriele Chelazzi che ha lavorato tanto su via dei Georgofili e al quale si devono molti dei risultati dell’inchiesta. Ma la scelta di Firenze ha anche un valore simbolico, legato a ciò che evoca il nome Firenze nella mente e nel cuore degli italiani e del mondo intero. Firenze come sinonimo di quel Rinascimento che ha prodotto opere di raro ingegno e bellezza nell’ambito delle arti e della letteratura, della scienza e del pensiero politico. Ed è a questo significato che vuole associarsi anche la ‘nostra’ Firenze, tappa di un necessario Rinascimento morale, sociale, civile". Poi il presidente di Libera ha affermato:" Le parole irresponsabili sono gravi, come quelle di chi dice che i magistrati sono peggio della mafia. Sono parole che uccidono una seconda volta le vittime delle mafie". Secondo Ciotti questo tipo di parole "offendono e favoriscono le mafie. La mafia è una peste, chiamiamola con questo nome". E, riferendosi alla necessità di un impegno fattivo da parte della politica nella lotta alla corruzione, contro l’usura, ha proseguito: "Bisogna avere il coraggio delle scelte scomode". Ricordiamoci queste parole e non dimetichiamo le vittime delle stragi, "non uccidiamoli una seconda volta "!