Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 



 

Pinerolo Indialogo

Giugno 2013

Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 


 Arte&Spettacolo 

 Successo di Sorrentino

  Italiani a Cannes


di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.6 - Giugno 2013

   Anche quest’anno il Festival più influente, e senza dubbio più glamour, del cinema mondiale si è concluso.

I punti forti di quest’anno sono stati l’apertura spumeggiante de il "Grande Gatsby" di Baz Luhrmann, ennesima rivisitazione del grande classico della letteratura americana, celebrando un Leonardo Di Caprio come sempre in grande spolvero incorniciato da luci sgargianti e atmosfere tipiche degli anni d’oro USA.

La giuria quest’anno è stata guidata da Stephen Spielberg e, fra i giurati, il neo Premio Oscar Ang Lee.

Il premio più ambito, la Palma d’Oro, quest’anno è andata a "La Vie D’Adele", un’interessante quanto angosciante storia di una teenager la quale, a causa di un’intrigante ragazza dai capelli blu per cui prova strane e nuove sensazioni, riconsidererà la sua sessualità ed i suoi sentimenti verso l’universo maschile.

L’opera del tunisino Abdellatif Kechiche, già autore del bellissimo "Cous Cous", è stata probabilmente la più pregevole della manifestazione e quindi, una volta tanto, in pochi hanno contestato la scelta della giuria.

Nonostante la grande qualità offerta dalla manifestazione francese, la visibilità delle pellicole in concorso verrà ridimensionata nelle sale italiane, come sempre.

Per quanto riguarda i lati positivi del nostro cinema ci teniamo a sottolineare che le due pellicole italiane presentate al Festival, di cui solo una in concorso, brillano per bellezza e diversità di genere sia fra loro che rispetto all’offerta cinematografica italiana contemporanea.

Reduce dal discreto successo di "This Must Be The Place", Paolo Sorrentino ha presentato "La Grande Bellezza", film in concorso rimasto a bocca asciutta in fatto di premi a Cannes.

Tuttavia nulla viene tolto alla grande considerazione che il pubblico e la critica gli hanno riservato confermando l’affezione francese verso il nostro Sorrentino.

La storia di Jep Gambardella in una Roma splendente (ancora una volta il bravissimo Toni Servillo è protagonista agli ordini di Sorrentino) probabilmente incontrerà il favore del pubblico italiano dopo aver conquistato la critica, stesso trattamento in fatto di pubblico dubito verrà riservato a "Miele", opera prima di Valeria Golino. Estremamente diverso da "La Grande Bellezza", "Miele" è un film decisamente "scomodo" e difficilmente commercializzabile in un Paese in cui sono la leggerezza e la commedia a farla da padrone.

Miele, interpretata dall’attivissima Jasmine Trinca, è una ragazza che realizza suicidi assistiti a persone cui è stata diagnosticata una malattia terminale. Un giorno però Miele deve fare i conti con un uomo che non è in fin di vita, ma che semplicemente non desidera più vivere.

Questa scoperta porterà Miele a mettere in discussione la propria vita e la propria missione.

Presentato nella categoria "Un Certain Regard", "Miele" è forse la pagina migliore del Festival di Cannes di quest’anno per quanto riguarda i nostri colori.

Sperando che qualcuno se ne renda conto anche in sala.