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Pinerolo Indialogo

Giugno 2013

Dialogo tra generazioni

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 Giovani @ Scuola 

I dibattiti dell'Accademia Elementare

L'euroscetticismo 
dell'"onda nera"

 di Nadia Fenoglio

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.6 Giugno 2013

   Rincontriamo l’Accademia Elementare, il gruppo di discussione formatosi grazie al contributo di alcuni studenti universitari di Torino, che già aveva attratto la nostra curiosità in un precedente numero di Pinerolo Indialogo.

Tra gli argomenti affrontati negli ultimi incontri, di un certo interesse – nonché di una certa attualità – è il tema dell’Europa. O, meglio, dell’euroscetticismo che caratterizza quei movimenti antieuropeisti che, quasi ad effetto domino, stanno guadagnando terreno e consensi elettorali in numerosi stati del vecchio continente. Complice, evidentemente, la crisi che qui morde più ferocemente. Ma se il senso di sfiducia avvertito dai cittadini europei pone in discussione la legittimità della costruzione europea, significa che la stessa formazione identitaria dell’Europa non si è radicata realmente e va ripensata.

Nell’incontro del 22 maggio scorso, l’Accademia Elementare ha, per l’appunto, cercato di definire i connotati dell’euroscetticismo: il termine compare per la prima volta in un articolo del Times del 1985 per indicare l’avversione britannica al progetto europeo di integrazione politica; entra a pieno titolo nel dibattito politico e accademico in seguito all’adozione di tale espressione da parte di Margaret Thatcher. L’euroscetticismo nasce dunque in Inghilterra, vale a dire nella nazione che maggiormente ha criticato e continua a criticare l’azione accentratrice di Bruxelles.

Nel caso dell’Italia, uno dei sei Paesi fondatori nel 1951 della CECA col Trattato di Parigi, si è passati da un sostanziale apprezzamento dell’Unione Europea (secondo Eubarometro nel 1974 si registrava l’82% di apprezzamento) ad un eccezionale crollo di consensi (l’ultimo dato del 2011 ci vede fermi al 41%). Di conseguenza, se le speranze europee vacillano, i sistemi nazionali si fortificano: siamo di fronte all’emergere di un nazionalismo che, salvo qualche rara eccezione, è politicamente ascrivibile all’estrema destra. Si parla infatti di "onda nera": i più noti Alba Dorata in Grecia, Front National in Francia, Casa Pound in Italia, ma anche il movimento Vlaams Belang in Belgio, o la English Defence League in Gran Bretagna, o il Fremskrittspartiet in Norvegia (nelle cui fila militava Anders Breivik, il serial-killer di Oslo).

Siamo di fronte a governi, partiti o tendenze chiaramente euroscettici, come se l’Europa e le politiche economiche di Bruxelles invece di sollevare sentimenti di solidarietà e di comunanza avessero risvegliato in maniera più o meno inconsapevole i peggiori fantasmi del continente.

Per maggiori informazioni e spunti di riflessione, è a disposizione il forum dell’Accademia Elementare: http://accademiaelementare.forumfree.it/