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Pinerolo Indialogo

Giugno 2013

Dialogo tra generazioni

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 Appunti di Viaggio

India on the road

Camino de Santiago de Compostela

di Mauro Beccaria e Angelica Pons

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.6 - Giugno 2013

  Dopo la tappa a Lourdes, luogo di pace dell’anima, in treno per Bayonne e poi per S. Jean-Pied du Port, partenza della Via Francigena, un borgo fortificato ai piedi dei Pirenei brulicante di zaini e cappelli, gente di ogni età e diverse nazioni. Si timbra la credenziale e si cerca alloggio. Il tempo è pazzerello, e noi sotto le mantelle per non farci sorprendere dagli acquazzoni, ma le sorprese più belle sono i nuovi amici: dopo uno scambio spontaneo ognuno imbocca la strada, per poi ritrovarsi con qualche km in più ed un’esperienza nuova da raccontare.

Provviste per il viaggio: une baguette croutillante, un pain qui chante? Mais oui, bien sur! Si prosegue per la Route de Napoleon, prima asfalto, poi sentiero erboso, avvolti dalle nuvole, nel verde; di tanto in tanto ci sorvola un rapace. I primi 17 km sono francesi, ma al rifugio dello stop per la colazione siamo nei Paesi Baschi: il gestore ci tiene e noi siamo Occitani, comprendiamo la sua fierezza.

Salendo, la boscaglia cede il passo al terreno battuto da vento e pioggia. Ecco i cavalli selvatici, uno dietro l’altro, noi in basso, loro sul crinale in alto, l’aspetto austero; la capobranco è gravida.

Lungo la strada non si è soli: una vita qui sfida il freddo fuori, e la vita interiore si espande. Concretamente poi le persone in cammino paiono una processione, come una corona del rosario dai granelli distanti.

Ci addentriamo nella nebbia. Uno spuntino nel rifugio semi-abbandonato con due coreani, per cui il trekking è sport nazionale!

Infine, oltrepassiamo la neve sull’alto passo, scegliendo una via più facile per non finire nel pantano. "Let is snow"! sembra Natale. Acqua fresca alla fonte dedicata a Rolando, l’eroe della retroguardia di re Carlo, che cadde con suoi in un’imboscata a Roncisvalle: le sue gesta furono celebrate dai trovatori e nella "Chanson de Roland".

Scendendo si ritrovano i boschi, ma gli alberi contorti e sfocati sembrano quasi fantasmi, con le goccioline rapprese sulle sommità in boccio.

La discesa è spedita, ci si addentra nel fogliame, ai nostri piedi viole e mirtilli.

All’improvviso, come un sogno, oltre la bruma svetta un campanile ed infine la collegiata di Roncisvalle!

Nelle immense stanze sembra di essere ad Hogward, ma non apprendisti maghi, bensì apprendisti pellegrini.

L’edificio severo ma splendidamente riorganizzato ospita oltre 400 persone: noi siamo i n. 305 e 306, in mansarda. Ben ripuliti si va alla cena pellegrino in un locale con l’accogliente tepore del camino. Dopo tutti alla Messa e la benedizione. Siamo nel piccolo Comune di Navarra che trasuda fede e storia: l’antico auberge, con gli spessi contrafforti, risalente a prima dell’anno mille, e poi la Capilla de Santiago, la Capilla de Sancti Spiritus, o Silo de Carlomagno e la Iglesia de Maria, con statua della Vergine rilucente argento e diamanti.

La mattina alle 6 un’ospitalera entra cantando: "Laudate Dominum omnes gentes: wake up!". Caffè, pane e cioccolato e si riparte sotto un cielo trasudante goccioline, ma noi ristorati avanziamo allegri per altri 25 km attraverso le più antiche foreste dei Pirenei, con alberi di bosso ultracentenari, merli che fischiano e un cuculo che saluta.