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Pinerolo Indialogo

Luglio 2013


Dialogo tra generazioni
 
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 Lettere a... 

Lettera al computer
Procedimenti semplici sempre più complessi

 


di Cristiano Roasio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.7 -Luglio 2013

   Ned Ludd, per chi non lo sapesse non amicone di Ned Flanders ma figura mitica che sfasciò in uno scatto di rabbia un telaio meccanico, si era in quei tempi bui di ciminiere e bambini tubercolotici a tossire per quattordici ore al giorno, di operai abbruttiti anneriti dal carbone, già vecchi a trent’anni, di innovazioni industriali, di Esposizioni Universali e di merce che iniziava ad essere indispensabile proprio per la Sua Ultima Vera Inutilità e sempre più costosa, proporzionalmente al numero di dita mozzate dal Moloch di Metallo ai succitati bimbi sputacchianti, è un personaggio che mi affascina nella sua iconica semplicità: bastasse sfasciare La Macchina, già lo avrei fatto. Il problema è che la Macchina ha già sfasciato me e pertanto non mi resta che scriverLe una lettera di protesta che il Suo Ingranaggio triturerà inevitabilmente nella morsa di Rumore e Sovraccarico di Informazioni facendola svanire nel Nulla, senza per altro doverla frantumare fisicamente.

Perché diavolo la mia/nostra vita deve essere schiava di un computer?! Perché non sto scrivendo a mano, mentre la musica scaricata esce sotto formato digitale dalle casse? Perché mi sono arreso. Combatto ancora (rispetto alla media che vedo girare con le tavolette della legge e digitare tramite app il loro credo divino), ma sono un povero Don Chisciotte che cerca di inforcare le ventole di raffreddamento del pc, ma quelle si rivoltano e lo scagliano in un Mondo dove senza di Loro, che refrigerano un sacco di dati dai più inutili a quelli apparentemente utili, sembra non esserci Felicità: ed è proprio questa la tristezza, l’impressione che non possa esistere felicità qualora perdessimo qualcosa della quale, in realtà, come tutto, riusciremmo a sopportate la scomparsa. Sono, come tanti, un apocalittico integrato: non ho neanche scelto da che parte stare, urlo "al fuoco al fuoco!" ma non faccio nulla per spegnere la fiamma che mi brucia i pantaloni. Vedo Procedimenti Talmudici che solo alcuni adepti riescono a decifrare con un ciondolio non tanto religioso e focalizzato, quanto spastico ed epilettico; Sequenze Cabbalistiche che nascondono non la presenza ma la Sicura Assenza di un Dio. Digito Stringhe Unidirezionali per comprare feticci di un’epoca in declino tra i quali degni di nota sono: irrigatori a forma di paperella, mogli russe, infradito a pois del colore e della tridimensionalità del vomito e così via. Il computer rende i procedimenti semplici complessi, quelli complessi un po’ più complessi, quelli medi... complessi; le persone semplici complesse, quelle complesse... semplici (con tutte le isotopie narrative che possono scattare in testa quando si dice "persone semplici": cfr. facebook status quali "nevica!!!", "uff piove di nuovo", "che barbaaaa non so cosa fare!!" "dovrebbero stuprarla quella ministra" et alia).

La mia è senz’altro paranoia ma ogni tanto una bella mazzata (non troppo metaforica) mi vien voglia di darla a sta cosa luminosa in silicio e altri materiali sicuramente cancerogeni, così giusto per star meglio, per dimenticarmi che la mia Esistenza, i miei Risparmi, la mia Essenza di Cittadino del Mondo non sono altro che una sequenza di 0 e 1 e che potrei scomparire puf da un momento all’altro perché un simpatico tecnico sovrappeso ha versato una tazza di caffèlatte bollente sui server della mia Anima.