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Novembre 2014

Dialogo tra generazioni

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 Buone News 


Nel 2019

Matera capitale europea della cultura 

di Gabriella Bruzzone

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.11 - Novembre 2014

È ufficiale: nel 2019 Matera sarà Capitale Europa della Cultura.
I Sassi e la loro storia – diventati patrimonio dell’Unesco nel 1993 – ce l’hanno fatta e tra cinque anni saranno un modello culturale per l’Europa e per il mondo intero.
Il percorso è iniziato nel 2012, con la candidatura e la costituzione del Comitato Matera 2019. Poi, poco meno di un anno per scrivere un progetto, valutato e selezionato da una commissione, composta dal Governo Italiano e da altre sette istituzioni europee, che si è occupata di pubblicare una short list preliminare. Trascorso quindi un altro anno, le città candidate presentano i progetti culturali nella loro completezza. Arriviamo dunque agli ultimi mesi del 2014 quando la Giuria preposta nomina ufficialmente la città prescelta. Dopo Firenze, Bologna e Genova, ecco che il testimone passa a Matera.

In questi due anni però la città lucana non si è limitata a progettare e a riempire scartoffie burocratiche. Ha proposto iniziative culturali, ma soprattutto, come sostiene Joseph Grima direttore artistico di Matera 2019, non ha puntato solo sulla bellezza dei luoghi ma ha dimostrato di essere visionaria e innovativa. Probabilmente è questo che ha fatto ricadere la scelta proprio sulla Basilicata: la città è legata all’arte dalla sua natura ma al contempo vive al massimo il territorio in cui è situata, riuscendo a valorizzare e coniugare l’alimentare, la storia, la tecnologia. Ed è proprio questo uno dei punti forti del suo progetto: far rinascere ciò che già c’è, come il teatro mobile realizzato vent’anni fa da Renzo Piano per la Biennale di Venezia e che il Comitato Matera 2019 vuole riportare a nuova vita. Matera si trasformerà lei stessa in un anfiteatro, in cui si alterneranno momenti culturali di vario genere. Pochi, avvisano i curatori, ma mirati.

La cultura non sarà solamente protagonista, ma parte integrante. Sarà tutt’uno con la città, la sua economia e i suoi abitanti. Sarà partecipativa, in grado di coinvolgere italiani e stranieri con la stessa energia. Ancora, sarà sostenibile, a misura d’uomo e attenta all’ambiente.

Ma sarà soprattutto una buona occasione per dimostrare che l’Italia, anche se con i suoi tempi, se la cava ancora bene con la cultura e non ha paura di lanciarsi in nuovi progetti. L’impatto sarà sicuramente determinante per delineare nuovi modelli culturali non solo in Europa ma a livello mondiale.