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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2014


Dialogo tra generazioni
 
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Lettera a... 
Capodanno per annunciare il proprio credo

 


di Cristiano Roasio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.1 -Gennaio 2014

  Se papa Silvestro I avesse saputo che la data di commemorazione della sua futura santificazione sarebbe coincisa con botti, fuochi d’artificio, cani terrorizzati a rosicchiare le porte per poter entrare in casa, pozze di vomito, musica dal dubbio valore estetico, ridicoli conti alla rovescia tra trenini e cappellini in cartone e, come dimenticarli, show televisivi dalla durata eonica, probabilmente avrebbe certamente tentennato un po’ prima di accedere al trentatreesimo soglio pontificio. Erano gli anni in cui, consapevolmente o meno, si decidevano le sorti metafisiche della nostra era, impostazioni filosofiche che anche il più ateo di noi ha codificate nei geni, per esempio quando sottoscrive un libretto di risparmio in vista di un bene futuro, una sorta di aldilà aldiquà, quando potrà spendere una vita di sacrifici con gli interessi..., e la dottrina cristiana iniziava a uscire da catacombe piene di graffiti cifrati e la nuova religione proveniente dalla Galilea (solo ad un anno prima risale l’editto di Milano che lasciava libertà di culto ai cristiani) si stava diffondendo in tutto l’Impero. Anni di collaborazionismo tra Stato e Chiesa, anni di "presunta tolleranza" (le considerazioni del consiglio di Nicea sugli Ebrei riecheggiano in modo inquietante il ventesimo secolo); allora venne formulato il Credo e per anni ho ripetuto quella dichiarazione di guerra alle altre religioni senza minimamente pormi il problema.

Ma ora San Silvestro è alle porte e devo sbrigarmi a decidere quale party (tutti uguali) è più adatto a me: si colmano le piazze, già si leggono manifesti che preannunciano spettacolari giochi di luce e altre amene ovvietà anche a Pinerolo, bisogna lasciare indietro il 2013 con tutte le sue brutture e i suoi sacrifici, senza però dimenticare una bella playlist della topten dei momenti migliori da condividere, in vista di un 2014 pieno di novità e speranze e prospettive migliori...

"Credo in un solo fuoco d’artificio

padre onnipotente

distruttore del cielo e della terra

di tutte le cose visibili ed invisibili

per noi uomini

e per la nostra stanchezza

discese dal cielo

e per opera della Santa Amministrazione

si è incarnato nel seno delle nostre Vergini Città

e si è fatto cenere"

Mi pare che il capodanno, come le altre feste, sia nient’altro che un pretesto per annunciare al mondo il nostro credo: sano lavoro, meritato riposo, giusta spesa, controllata perdita di controllo del sé. Il credo della nostra società recita "mangio e bevo e guardo polvere da sparo in fiamme perché ho faticato e mi aspetta la giusta ricompensa, in vista di un Premio migliore, nel futuro": quale? Futuro o Premio? Fate voi.