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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2014


Dialogo tra generazioni

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Mostre 



Intervista a Stefania Canavosio

Emozioni e sogni in una spirale di colori


di Chiara Gallo 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.1 - Gennaio 2014

 

  Pittrice, decoratrice, originaria di None, Stefania si è diplomata nel 2010 presso il liceo artistico M. Buniva di Pinerolo. Ad oggi frequenta l’Accademia Albertina di belle arti di Torino. Protagonista di mostre personali e collettive in buona parte del territorio piemontese, recentemente è stata premiata dal critico Vittorio Sgarbi per il Premio Nazionale di Arti Figurative, Digitali e Scenografiche, promosso dal Ministero dell’Istruzione.

Ci potresti parlare del premio di cui sei stata vincitrice e soprattutto quali sono le tue osservazioni a riguardo?Il Premio nazionale delle arti figurative, digitali e scenografiche, è una manife-stazione che riveste, per il sistema artistico italiano, caratteristiche uniche che lo differenziano da ogni altra cerimonia simile, sia in Italia che all’estero. Quest’anno si è svolta presso l’Accademia di Belle Arti di Bari dall’1 al 10 ottobre 2013 e ha visto coinvolti 270 studenti. Ad essere coinvolti sono tutti i settori disciplinari, artistici, a ciascuno dei quali spetta un vincitore. Per noi studenti si tratta di un’ottima occasione per farci conoscere anche a livello nazionale, essendo sempre più difficile farsi notare dati i vasti numeri che affollano il settore dell’arte moderna. Il premio non consisteva in vincite remunerative, ma in un semplice libro. Un arricchimento morale e una grande soddisfazione in grado di farci da finestra sul mondo lavorativo.

Parlando della tua arte, qual è la tecnica che prediligi?Diplomata in pittura, presto ho avviato una ricerca personale indirizzata verso l’informale, amalgamando insieme forme e toni caldi. Ho sempre prediletto la tecnica mista coadiuvata all’istintività. Una volta iscritta all’Accademia ho avuto modo di approcciarmi per la prima volta all’antica tecnica del mosaico e da qui ho iniziato a sperimentare in questo ambito utilizzando la mia fantasia per creare motivi nuovi e bizzarri. La particolarità delle mie opere sta anche nella novità delle tecniche di cui mi servo. Insomma, una fusione tra tradizione e innovazione, tra passato e presente.

Chi sono gli artisti che più ammiri nel panorama artistico attuale?Sicuramente due grandi artisti che ammiro per tecnica, innovazione e pensiero sono Kaufmann e Yayoj Kusama. Da loro traggo molta ispirazione.

Hai già dei progetti per il futuro?Parlare di futuro per gli studenti d’arte non è mai cosa facile. Il primo obbiettivo da raggiungere è la laurea triennale, e la specializzazione. In seguito mi piacerebbe riuscire ad entrare nel corpo docenti , magari in Accademia. Poter trasmettere ad altri la passione con cui sono cresciuta io per poterli avviare in questo mondo fantastico e difficile che è l’arte.