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Pinerolo Indialogo

Marzo 2014


Dialogo tra generazioni

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 Visibili & Invisibili


Amnesty

Un anno di Diritti Umani: a che punto siamo?

Renzi, rispondi!


a cura di Amnesty International -Gruppo Giovani di Pinerolo
Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.3 - Marzo 2014


E’ passato poco più di un anno dalle ultime elezioni politiche. In quella occasione, noi di Amnesty International, avevamo chiesto a tutti i candidati al Parlamento e ai loro leader di portare il tema dei Diritti Umani al centro del dibattito politico: trasparenza delle forze di polizia e introduzione del reato di tortura, stop al femminicidio e alla violenza sulle donne, protezione dei rifugiati e sospensione degli accordi Italia-Libia sull’immigrazione, condizioni più dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri, sono solo alcune delle nostre richieste che non hanno tralasciato le nostre battaglie più storiche tra cui rientrano la lotta contro la pena di morte e contro il traffico di armi.

Dopo poco più di un anno, riconosciamo che i nostri politici (Governo e Ministri compresi) hanno dimostrato interesse al tema dei diritti umani che in alcune occasioni sono stati al centro del dibattito politico e parlamentare soprattutto se pensiamo alle recenti norme per la lotta contro l’omofobia, alla legge sul femminicidio e alla ratifica della Convenzione di Istanbul.

Riconosciamo un significativo passo avanti ma non basta. Ed è proprio perché non basta che ci siamo rivolti al nuovo capo del Governo affinché sottoscriva la nostra Agenda per i Diritti Umani in Italia, affinché si assuma l’impegno di una lotta politica per un paese maggiormente rispettoso e attento alle violazioni dei diritti umani.

Renzi, Ricordati che devi rispondere! 

 

Libera

            SOS Giustizia  (A cura di Chiara Perrone)

Da sempre Libera è un punto di riferimento per quanti vivono situazioni di disagio legate in modo particolare all’azione di gruppi criminali e mafiosi. Richieste di aiuto alle quali si cerca sempre di dare un sostegno concreto o quanto meno una consulenza.

Negli ultimi anni queste richieste di aiuto sono andate aumentando, cosicchè Libera si è organizzata in modo più strutturale nei territori per rendere più organica la risposta soprattutto in quattro ambiti: sostegno e aiuto a vittime o possibili vittime di usura e alle vittime del racket delle estorsioni, accompagnamento dei familiari delle vittime di mafie nella burocrazia amministrativa e nella complessa legislazione in materia, accompagnamento nel difficile percorso della denuncia da parte dei testimoni di giustizia.

Nel 2010 è nato così il progetto "S.O.S. Giustizia - Servizio di ascolto e di assistenza alle vittime della criminalità organizzata", finanziato dal Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali (legge 383/2000, lett.f, direttiva 2009), che ha permesso l’attivazione in alcune regioni di vari sportelli di ascolto finalizzati ad accogliere, orientare e offrire consulenza a quanti faranno richiesta in quei particolari ambiti di disagio.

Il progetto Sos Giustizia attualmente fornisce aiuto e sostegno alle vittime di usura, del racket delle estorsioni, ai testimoni di giustizia e ai famigliari delle vittime innocenti delle mafie grazie alle donazioni dei privati e ai finanziamenti di enti e istituzioni locali.

Chiunque abbia bisogno di sostegno o di aiuto può contattare le realtà locali di Libera reperibili sul sito www.libera.it o mandare una mail a sportellolegalita@libera.it