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Pinerolo Indialogo

Maggio 2014


Dialogo tra generazioni
 
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 Andare al Cinema

In una realtà immaginaria e intrigante

Grand Budapest Hotel

 

Un film di Wes Andreson



di Andrea Obiso

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.5 - Maggio 2014

   In un immaginario Paese dell’est Europeo all’inizio del Novecento Monsieur Gustave, concierge del famosissimo Grand Budapest Hotel, conduce una vita all’insegna del rigore e della precisione al servizio degli ospiti dell’hotel.
Alla morte di un’anziana ed affezionata cliente dell’albergo, Gustave ed il suo nuovo collaboratore si recano alla villa della signora per la lettura del testamento nel quale pare figuri il nome del concierge. Durante la lettura del testamento i presenti vengono a conoscenza del fatto che un antico e prezioso ritratto, unico vero pezzo di valore della ricca signora, è stato donato a M. Gustave.
Da questo semplice episodio nasce una diatriba che porterà il raffinato concierge a scontrarsi con una famiglia potente e pericolosa, attraversando mille avventure in compagnia del suo fidato Zero.

Wes Anderson conferma di avere uno sguardo sul mondo estremamente interessante. I colori e le atmosfere di "Grand Budapest Hotel" introducono lo spettatore in una realtà immaginaria ed intrigante nella quale i personaggi rischiano di apparire grotteschi e ridicoli, ma grazie ad un sapiente lavoro in sede di sceneggiatura e di regia risultano invece credibili ed enigmatici allo stesso tempo.
Intrigante è soprattutto la figura di Monsieur Gustave, sicuro e controllato nella vita in albergo come nelle situazioni più disparate ed improbabili, durante le quali non perde le sue misurate maniere ed il suo sguardo razionale sulla vita e sul mondo.
Un ultimo apprezzamento va riservato al giovane Tony Revolori, attore che ha fornito una prova degna di nota e che sicuramente farà ancora parlare di sé. Come accennato in precedenza eccellenti la fotografia e la colonna sonora che concorrono a rendere il mondo creato da Anderson tanto immaginario quanto realistico.

Un consiglio, non perdete "Gran Budapest Hotel".